(n)Euro 2016 – La grande muraglia slovacca (#15)

Grandi attese per Inghilterra-Slovacchia, ma dall’ultimo turno del girone B è uscita l’ennesima partita loffia di Euro 2016. Nella speranza di assistere a partite migliori, ecco alcuni spunti sul pareggio di ieri sera.

ALCOL, SANGUE E TAMPAX NASALI
L’Inghilterra in quest’ultimo turno era chiamata a vincere per assicurarsi il primo posto nel girone e giustificare i 5 milioni di euro di stipendio che prende Hodgson. Peccato che si sia trovata di fronte il muro slovacco, che ha strenuamente difeso lo 0-0 sino alla fine. La vittoria del Galles che ha asfaltato la Russia significa due cose: 1) Putin ha un altro Paese da odiare, 2) l’Inghilterra finisce seconda dietro i gallesi, mentre gli slovacchi sono terzi con 4 punti e buone chance di essere ripescati, per lo strano nuovo regolamento messo insieme da Platini mentre riceveva una bustarella.
L’Inghilterra ha giocato bene, va detto, e ha messo subito le cose in chiaro: il primo slovacco che ha provato a superare la metà campo è finito steso per terra col naso sanguinante. Chiedete a Pevarik che dopo la gomitata di Bertrand ora girerà per tutta la vita con dei Tampax nelle narici.

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Anche in quei giorni, non rinunciare ai tuoi hobby (tipo fare a botte con gli inglesi)!

Hamsik era alquanto confuso perché appena prendeva palla alzava la testa e cercava Higuain come di solito fa nel Napoli. Non trovandolo, si voltava indietro e cominciava a dribblare nella propria area, cercando di evocarlo disegnando cerchi alchemici coi tacchetti sul campo.
Vardy ha le polveri bagnate o forse si è bagnato troppo di alcool prima della gara, fatto sta che si è divorato un gol, mentre Skrtel, l’uomo-codice fiscale, uscirà dal campo col mal di testa per tutti i palloni che ha respinto. L’area di rigore della Slovacchia era più affollata del Grande Raccordo Anulare nell’orario di punta.
Non c’è stato niente da fare, comunque, e a nulla sono valsi gli ingressi di Rooney e del giovane talentuoso Alli: il muro slovacco ha resistito.
(Gintoki)

LAZZARO, ALZATI E CAMMINA (SEI CONVOCATO)
Il popolo inglese voleva Vardy e Sturridge al posto di Kane e Sterling, e Hodgson ha obbedito. Peccato che il caro Roy si sia spinto oltre, sostituendo in tutto ben sei degli undici giocatori che erano partiti titolari contro Galles e Russia, in un turnover progressista che male si abbina a quel vecchio conservatore di un ct.
E se la rotazione degli attaccanti era prevedibile, vista appunto la sommossa popolare in corso, pochi si sarebbero aspettati di vedere in campo Jack Wilshere, il quale, giova ricordarlo, è un centrocampista tanto talentuoso quanto fragile. Basti pensare che l’ultima partita giocata per intero da Wilshere nel suo club, l’Arsenal, risale al 23 settembre 2014. Da sempre pupillo di Hodgson, Jack è stato convocato al posto di Danny Drinkwater, uno dei principali artefici del miracolo Leicester, e ieri ha ottenuto pure una maglia da titolare, prodigandosi quindi in una partita abietta come poche.

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La Slovacchia, per usare un calco dall’inglese, ha parcheggiato l’autobus davanti alla porta negli ultimi 30′ e ha saputo respingere ogni (sterile, a dire il vero) assalto inglese. Altrove, invece, il Galles ha spazzato via la Russia e si è guadagnato il primo posto del girone.
Ciò significa che l’Inghilterra potrebbe incontrare il Portogallo agli ottavi. Qualora andasse così, visti gli infausti precedenti (Euro 2000, Euro 2004 e Mondiali 2006), conviene forse prenotare già i biglietti per Gatwick.
(Fra)

BARRICATE SLOVACCHE
Delle partite di ieri, come non parlare del calcio champagne della Slovacchia. A Barcellona già si stanno segnando il modulo di gioco, diranno addio per sempre al tiki taka.
Slovacchia – Inghilterra  (sì, ammetto di averla vista) si può riassumere in questo modo: 11 in attacco e 11 in difesa. Gli inglesi hanno cercato, inutilmente, di scardinare la difesa slovacca, ma Hamsik e compagni hanno adottato uno modulo che definirlo difensivo è come dire che Manzoni un paio di cose carine le ha scritte. Nel secondo tempo hanno schierato uno spregiudicato 8-2-0… tanto per stare tranquilli.
Se varcavano la linea di centrocampo partiva una scarica elettrica, l’allenatore nell’intervallo li aveva dotati di un collare, di quelli che danno la scossa quando i cani abbaiano.
Sull’Inghilterra che dire? In tutte le gare si è sempre impegnata, attaccando con ogni reparto ma, con scarsi risultati. E alla fine è arrivata seconda nel girone scavalcata dai parenti gallesi che si piazzano al primo posto con Bale che segna e trascina la squadra… un po’ come Ronaldo e Ibrahimovic. La Russia non pervenuta… magari se restava a casa ci risparmiava qualche teppista.
(Colpoditacco)

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Ramsey ha segnato. Cari VIP, fossi in voi, mi toccherei i cojones.

(n)Euro 2016 – Portieri? D’albergo, al massimo (#07)

Mentre il mondo intero si domanda come si possa far battere i calci d’angolo a un centravanti alto un metro e novanta, il team (n)Euro 2016 racconta Albania-Svizzera e Inghilterra-Russia.

PER PALATI FINI. FORSE TROPPO FINI.
Il motivo per cui una persona nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali scelga di guardare Albania – Svizzera alle 15 del sabato pomeriggio non si coglie bene. In realtà non sempre ciò che uno fa ha senso. È un po’ come prepararsi degli spaghetti al peperoncino alle tre di notte.
Mi sono poi ricordato che nella Svizzera ci sarebbe stata la presenza di un picchiatore del venerdì sera come Valon Behrami, mentre l’Albania, non potendo contare su un elevato tasso tecnico, avrebbe forse puntato sul vecchio adagio “O tibia o palla basta che prendi qualcosa”.
Grandi guizzi di bel calcio non se ne sono visti, com’era prevedibile, e l’Albania ha fatto di tutto per complicarsi la vita: il gol della Svizzera è frutto di un’uscita a vuoto del portiere albanese e della Lazio Berisha, che, in occasione di un calcio d’angolo al 5° minuto, alla vista di una mischia vi si è buttato in mezzo al grido di “In due è amore in tre è una festa” ignorando completamente la palla che è stata comodamente inzuccata in rete da Schar.
Poi Cana, ex laziale, si fa espellere perché si era dimenticato se a calcio si colpisse di testa o con le mani, un po’ come quando dimentichi quale sia la destra e la sinistra: espulso per somma di ammonizioni e l’Albania resta in 10.
Nel finale Gashi, entrato in campo all’80° perché da un po’ non stava accadendo niente di ridicolo e questo era disdicevole, si divora una grossa occasione da gol per l’Albania, solo davanti alla porta elvetica.
La partita termina quindi 0-1 e la Svizzera – il cui allenatore, Petkovic, è anch’esso ex laziale (coincidenza? Io non credo) – incamera quindi tre punti senza infamia e senza loden, come dicono in Austria.
(Gintoki)

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Mamma Xhaka, per non fare un dispiacere ai figli Granit (Svizzera) e Taulant (Albania), si è messa una maglietta con la fusione delle due bandiere. Ah, sì, l’altra è la fidanzata di Granit, Leonita.

L’ORSO E IL SOPRAMMOBILE
A inizio partita i pronostici del Pippatronic 2016 del (n)Euro Team 2016 dicevano: l’Inghilterra si mangia l’Orso Russo. La realtà è diversa, soprattuto se hai in porta uno come Hart, scarsissimo con i piedi e incerto fuori e dentro i pali.
La squadra di Sua Maestà la Regina ara terreno e gioca come se non ci fosse un domani, ma di occasioni, nel primo tempo, ne ha poche. Più della Russia, ovvio, che sfrutta la tattica bellica sovietica: arretra finché puoi, prega i santi e calcia via.
Gli inglesi hanno i loro problemi dal centrocampo in su (in difesa, i pericoli vengono delle bananate di Hart). L’attacco è stitico: Rooney è distante chilometri dalla porta (brutto è brutto, ma sa giocare), Kane si limita a battere gli angoli e poco più, mentre Sterling corre come un leopardo ma non azzecca un cross/dribbling neanche a sparargli.
I russi hanno problemi ovunque, ma tengono insieme la baracca immolandosi davanti ai tiri o slogandosi arti vari recuperando palloni vaganti.
Il secondo tempo vede un cambio netto: i russi si sono svegliati un po’ dal torpore e gli inglesi hanno caga di pareggiare/perdere. La Russia prende coraggio e arriva a impensierire la difesa inglese (non ancora in partita).
Con la squadra avversaria al suo meglio, ecco che l’Inghilterra fa le prove tecniche di gol (Akenfeev para bene il tiro di Rooney e poi ha un culo della madonna sul doppio palo successivo) e poco dopo, su punizione diretta, Dier (fino a quel momento inguardabile) tira un bolide in porta e segna.
Finita? No! Agli inglesi viene la paura di vincere, i russi invece attaccano “alla cazzo di cane” fino alla fine. Al secondo minuto di recupero, però, esce fuori l’estro del portiere inglese.
Corner della Russia, stacco di Berezutski che, di testa, supera il soprammobile Hart e la butta in fondo al sacco. Partita finita.
Pareggio – Un dramma inglese.
Neanche Shakespeare poteva pensarla meglio.
(Zeus)

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La combo calcio-pugno di Akinfeev su Smalling

ROY IL TRAPATTONIANO
Una delle cose che si fa fatica a comprendere è come Roy Hodgson possa essere il CT della Nazionale inglese. Sarà un pregiudizio, ma uno che preferisce Pistone a Roberto Carlos (gli interisti ricorderanno bene) qualche problema lo ha.
D’altro canto, questo compassato signore che sembra una via di mezzo tra Mr. Bean e la Regina Elisabetta è l’ultimo esemplare di allenatore inglese in giro: facendoci caso, sembra che la Premier League non esprima più tecnici autoctoni (fatta eccezione per Sir Alex Ferguson, un’icona ventennale, inglese d’adozione ma scozzese di origini) e da anni è dominata da allenatori stranieri. La classifica dell’ultima stagione trova ai primi posti Ranieri, Wenger, Pochettino, Pellegrini, Van Gaal. Tutti stranieri.
L’impoverimento tecnico del calcio inglese spiega, a mio avviso, come sia possibile che l’Inghilterra ieri alla fine abbia pareggiato, pur giocando una buona gara e mettendo in mostra tutto il potenziale dei propri uomini. Può succedere, si sa, il calcio non è una scienza esatta. D’altro canto, il destino va pure aiutato.
Dopo che la sua squadra ha pressato la Russia per 80 minuti buoni ed è passata in vantaggio grazie a un siluro di Dier su punizione, Hodgson si ricorda dei suoi trascorsi in Italia e decide che sia meglio difendere il risultato: ma in una squadra piena di calciatori talentuosi che hanno l’attacco nel dna, gestire la partita può essere molto faticoso. E allora accade che la Russia, che per tutta la partita ha provato a trasformare ogni mischia in una zuffa di Stalingrado, toma toma al 92° si ricordi che uno dei princìpi del calcio sia tirare in porta e trovi un insperato pareggio con Berezutski che la incoccia di testa mentre Hart, il portiere inglese, era distratto dalle convulsioni che il tecnico russo Slutsky per tutta la partita si è fatto venire nel vedere i propri giocatori.
(Gintoki)

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Comprereste un’auto usata da quest’uomo? (cit.)

(n)Euro 2016 – Di marmotte, video hard e bomber implacabili (#02)

Volete abbandonarvi a facili entusiasmi per l’imminente inizio dell’Europeo ma l’unico Girone di cui siete al corrente è quello che pratica il tiro al pescatore indiano? Nessun problema: il team (n)Euro 2016 è qui per facilitarvi la vita. Nei prossimi giorni scoprirete vita, morte e miracoli delle 24 nazionali che tenteranno di conquistare l’ambito titolo continentale. Si comincia dall’inizio, ovvero da quella botta di vita franco-balcanica che è il girone A e dal mischiotto anglo-slavo del gruppo B.

GIRONE A: ALBANIA – FRANCIA – ROMANIA – SVIZZERA
Autore: Fra

ALBANIA
Se la musica balcanica è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i coglioni (cit.), la nazionale albanese è invece una fresca novità nello stantio panorama calcistico europeo. Potete definirla la squadra materasso del girone, nessuno ve lo vieta, ma tenete a mente che nelle qualificazioni ha fatto fuori le più quotate Serbia e Danimarca, e si è pure presa il lusso di battere il Portogallo (con Cristiano Ronaldo reso inoffensivo da Djimisiti e Aliji, robe che manco a PES). In panchina c’è Gianni De Biasi, un allenatore modesto con un passato da giocatore modesto, che però sull’altra sponda dell’Adriatico ha fatto davvero una gran cosa. Per provare a raggiungere gli ottavi, il piano è semplice: legnate, corsa e contropiede.

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Potete raddrizzare la sciarpa storta? Mi urta.

FRANCIA
Pro: giocano in casa, hanno un buon portiere, un centrocampo solido e il gioiellino Griezmann in attacco. Contro: Mangala e Koscielny sanno trasformarsi in Psyduck ed essere vittime di svariate amnesie difensive, Diarra e Varane sono rotti e Giroud può soffrire di improvvisi attacchi di stitichezza sotto porta. L’incognita: Pogba, che può vincere una partita da solo oppure smaterializzarsi, tipo Hermione ma con un’acconciatura tamarra.I bookmaker la mettono tra le favorite, ma riuscirà l’ex-juventino Deschamps a fare a meno di Benzema? Il gattone franco-algerino non è stato convocato perché colpevole di ritorsione ai danni del compagno di nazionale Valbuena (a sua volta lasciato a casa), in una storiaccia torbida a base di video hard e meretrici che ha un po’ avvelenato l’atmosfera nello spogliatoio. Est-ce que le jour de gloire est arrivé?

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Liberté, egalité, sobrieté.

ROMANIA
Lontani sono i tempi dorati di Gheorghe Hagi, e pure quelli innevati di Adrian Mutu: in terra rumena non c’è nessuna stella che brilla in campo. In un Europeo aperto per la prima volta a 24 squadre, roba che ancora un po’ e si qualificava pure la Lapponia, anche la Romania è riuscita a guadagnarsi un posto sul volo (low-cost, senza priority cue o assicurazione, solo bagaglio a mano) per la Francia arrivando davanti a corazzate internazionali quali Finlandia e Far Øer. L’unico volto semi-noto sarà quello di Tatarusanu, portiere – apparentemente non sardo – della Fiorentina. Per il resto, il copione di gioco sarà lo stesso dell’Albania: mazzate e botte di culo. E occhio allo scontro diretto del 19 giugno: voleranno tibie e cartellini rossi.

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Pandoro Paluani in testa e si va a dettar legge.

SVIZZERA
Loro, ovviamente, ci sono. Puliti, precisi, puntuali. Riusciranno nell’impresa di arrivare dietro ad Albania e Romania? Difficile. Ci sono uomini di esperienza (Lichtsteiner, Shaqiri, Dzemaili), ci sono giovani interessanti (Rodriguez, Xhaka, Schär), c’è un allenatore di medio calibro (Petkovic). Tutto molto equilibrato, tutto molto svizzero. In Brasile, ai mondiali, dalla Francia ne presero cinque. Se sono un minimo coerenti, questa volta tocca a loro darne cinque ai Bleus (5,5149 in valuta locale, per essere precisi). Ma anche se scavallassero la fase a gironi, si spegnerebbero tristemente nelle sfide dirette, come marmotte in astinenza da carta stagnola per cioccolata.

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Facile facile.

 

GIRONE B: INGHILTERRA – RUSSIA – SLOVACCHIA – GALLES
Autore: Fra

INGHILTERRA
Riuscirà il team d’Albione a cavalcare l’ondata d’entusiasmo proveniente da Leicester? A occhio, no: Giacomino Vardy sta contando quante palanche guadagnerà all’Arsenal, mentre Danny Drinkwater non è manco stato convocato – Roy Hodgson gli ha preferito Jack Wilshere, che nelle ultime due stagioni avrà giocato sì e no 20 partite in tutto. Certo, è bello vedere Rashford (18 anni) in rosa, ma come farà a giocare con davanti Kane e Vardy? In compenso hanno più possibilità Dele Alli e Eric Dier, fondamentali quest’anno in mezzo al campo per il Tottenham. Il girone non dovrebbe rappresentare un problema, ma la difesa traballante e la storica tendenza all’autodistruzione (possibilmente ai rigori) impediscono ai baldi inglesotti di sognare a occhi aperti.

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Impossibile odiarlo.

RUSSIA
MA CHE CAZZO CI FA ANCORA QUA LA RUSSIA? Akinfeev, Berezutskiy, Ignashevich, Denisov, Shirokov*… a difendere l’onore della vecchia Sbornaya (questo l’allegro soprannome affibbiato alla nazionale dagli autoctoni) ci sono le stesse facce da almeno dieci anni, e temo che anche il risultato sarà lo stesso degli ultimi dieci anni: fuori ai gironi. Ah, in panchina c’è Slutsky, che ha 45 anni ma ne dimostra 75. A naso, portando in Francia la nazionale di hockey, avrebbero fatto una figura migliore.
*la traslitterazione scientifica sarà applicata non appena mi passerà lo scazzo generato dalla presenza russa al torneo.

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Quest’uomo mi ricorda qualcuno… ma chi?

SLOVACCHIA
Nel caso ve lo steste chiedendo: sì, è la squadra che ha eliminato l’Italia (campione in carica) dal mondiale sudafricano. Gli slovacchi, trascinati da Capitan Hamsik, sono capaci di battere l’Inghilterra fischiettando un simpatico motivetto, così come in grado di perdere da GrandeMadrePatriaRussa. In difesa c’è Skrtel, ex-pilastro del Liverpool (oggigiorno pilastro della panchina), a centrocampo il milanista Kucka. In attacco, pare, verrà dato spazio a Adam Nemec, temibile punta capace quest’anno di terrorizzare le difese avversarie con il New York City FC (nove presenze, zero gol) e poi con il Willem II (dieci presenze, zero gol). Occhio al bomber, insomma.

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Loro ci credono.

 

GALLES
Il Paese che ci ha regalato gli Stereophonics, i Biffy Clyro e – sì, la cosa mi sconvolge – Catherine Zeta-Jones, si presenta all’Europeo con il chiaro obiettivo di superare la fase a gironi, magari battendo i cugini inglesi. Tutte le responsabilità sono sulle spalle muscolose di Gareth Bale, il terzino-ala-attaccante già due volte campione d’Europa con il Real Madrid. Tra gli altri spicca il nome di Aaron Ramsey, un buon centrocampista ma soprattutto un’ottima controfigura del Tristo Mietitore: ogni volta che segna, muore un personaggio famoso. Dettagli macabri a parte, gli sheepshaggers – come vengono affettuosamente chiamati dai vicini inglesi – dovranno badare soprattutto alla fase difensiva, dove i centrali Collins e Williams e il portiere Hennessey sono costantemente a rischio cappellate.

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Zitti o siete morti.