(n)Euro 2016 – Outsider al potere (#20)

Che Italia! Ma soprattutto, che Islanda! Gintoki e Zeus ci raccontano i due avvincenti match giocati ieri.

SOLTANTO PAROLO TRA NOI
Quando la Spagna ha saputo che avrebbe incontrato l’Italia saranno stati contenti. Sorrisini, cenni d’intesa, strizzate d’occhio. Erano così sicuri del fatto loro, che hanno mandato in campo dei figuranti. Infatti han fatto una bella figuraccia, venendo smontati da quella che in partenza sembrava un’armata Brancaleone. Iniesta provava a inventare gioco ma di fronte si trovava sempre un Parolo a rompergli le palle e impedirgli il dialogo. Sembra che il giocatore del Barça sia poi uscito dal campo cantando ai compagni Parolo Parolo Parolo, soltanto Parolo tra noi. Ma anche altri azzurri hanno giocato bene mostrando una certa compattezza nel collettivo: e allora Conte, per sparigliare le carte, ha deciso di mettere in campo Thiago Motta per rendere le cose più interessanti. Da quel momento l’Italia ha giocato in 10, l’unica azione degna di nota del centrocampista del PSG è stata quando ha preso a schiaffi Busquets, che tra l’altro è una cosa che vorrebbero fare un po’ tutti, diciamo la verità. Il gesto gli è costato il cartellino giallo e la squalifica per la prossima partita, nei quarti contro la Germania: una brutta notizia. Per i tedeschi.
Ma anche altri giocatori si son menati di santa ragione, l’arbitro però lasciava correre tutto perché forse pensava che fosse una corrida. Pellè appena ammonito vorrebbe farsi espellere falciando Piquè un minuto dopo: viene graziato e lui ringrazia segnando il 2-0 nel finale. Piquè qualche minuto dopo si vendica su Eder che passava di lì per caso, asportandogli due costole con una tacchettata: l’italo-brasiliano ha ringraziato perché da oggi in poi potrà divertirsi in solitaria.
(Gintoki)

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SPAGNA MATATA
Hakuna Matata Spagna. In rete gira già il nuovissimo #Spexit e dovrei ridere. Forse dovevo dire Spagna Matata, ma ho bevuto durante il match e sono poco lucido.
A posteriori, la partita trova le sue fondamenta nell’umiliante sconfitta contro l’Irlanda: Conte tiene al fresco tre quarti della squadra titolare e manda al macello i sostituti contro gli irlandesi. Scelta oculata, ma solo vista in retrospettiva. In ogni caso è così: Azzurri pieni di energia, Furie Rosse in siesta.
Il vero punto esclamativo è la prestazione della Spagna, che sembra un vecchio davanti al cantiere: fermo, senza idee e propenso a lamentarsi di tutto. L’Italia, invece, esce dal suo ruolo di patria di cantanti, burattinai e vespasiani per diventare una nazionale che corre, pressa, tira, impegna De Gea e, soprattutto, azzoppa Bonucci e i suoi cazzo di lanci lunghi a saltare centrocampo, attacco, porta e tribune.
Il resoconto del primo tempo si potrebbe descrivere in due parole (quelle giuste), ma io ne uso di più che tanto non le pago (e non so scrivere). L’Italia attacca con almeno sei giocatori ed è reattiva con i vari Eder (corre, si sfianca e si prende anche un bel pestone), Pellè (centravanti boa vecchio stile – arriva stremato alla fine) e Giaccherini (bella rovesciata e movimento continuo). Quello che non ti aspetti, però, accade in altre parti del campo: Parolo, a uomo su Iniesta (sono ormai coppia di fatto dopo questa partita), e Chiellini. Il difensore juventino (sempre più simile all’amico di Spongebob) ha dei piedi di marmo, è sgraziato quando corre, gioca a gomito alzato ed è brutto come le tasse… ma si fa trovare davanti alla porta nel momento giusto e infila, di rapina, De Gea.

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Al 30° minuto l’Italia è avanti e i tifosi si toccano i coglioni dicendo: adesso catenaccio e addio.
Invece no, stronzi! Sovvertendo tutti i segreti di Fatima, ecco che l’Italia continua a pressare e correre come se non ci fosse la Germania ai quarti ad aspettarla.
Gli azzurri, infatti, se lo ricordano negli spogliatoi e rientrano in campo sulle ginocchia, mentre la Spagna si ricorda di essere una nazionale di calcio e gioca. Qualcuno sveglia Del Bosque dalla pennichella: lui fa qualche cambio in campo (e di modulo! Ahhhh, eresia!), e tira le orecchie agli spagnoli, i quali, tomi tomi cacchi cacchi, incominciano a mettere pressione agli azzurri. All’inizio ciabattano, ma poi la mira si fa più precisa fino a portare alla compressione di molti orifizi anali dei tifosi italiani sul tiro di Lucas Vasquez.
Vista l’aria che tira, Conte fa dei cambi e mette dentro Darmian, Insigne e il gatto di marmo Thiago Motta.
Da segnalare che Motta sparisce quasi subito dal match. Secondo me era a mangiarsi un burrito da qualche parte. In compenso, quando rientra in campo (visibilmente appesantito e molto più lento del solito), fa due cose giuste: prima tira una pigna a Busquets (giocatore insopportabile) e poi propizia il gol del 2 -0 dell’Italia (gol di Pellé che grida: Ti brucia il culo Busquets?).
Strana, la vita.
(Zeus)

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“Scoiattolo!” (cit.)

MERLUZZO BATTE TECNICA
Sarebbe troppo facile fare dell’ironia sul fatto che dopo Brexit l’Inghilterra abbia deciso di tagliare i ponti con l’Europa anche in campo sportivo. La verità è che l’Inghilterra in questo torneo giocava una merda e non ha deciso un bel niente: è uscita per manifesta incompetenza calcistica. E poi quando ti trovi di fronte una squadra come l’Islanda, che ti sovrasta fisicamente, ti umilia verbalmente e ti annichilisce con l’alito di merluzzo secco, non puoi andar lontano se non fai valere la superiorità tecnica. Superiorità tecnica che non si è vista, basti pensare che il tanto celebrato talentuoso Kane non ha rispettato le attese e ha fatto più volte accostare, da parte dei tifosi inglesi, il suo cognome a una divinità. Poi ci ha messo del suo il solito Hart: è reattivo come un bradipo narcolettico e ci mette del suo nei gol degli islandesi. E dire che l’Inghilterra era anche passata in vantaggio dopo pochi minuti, su calcio di rigore realizzato da Rooney. Ma mentre gli inglesi stavano già al pub a ordinare la terza pinta consecutiva per festeggiare con spocchia e sicumera la vittoria, l’Islanda ha piazzato l’1-2 vincente con Sigurðsson al 6’e Sigþórsson al 18’. E loro sì che saranno andati a festeggiare bevendo, con il tipico Brevinnin, distillato di patate il cui nome significa vino che brucia, soprannominato “La morte nera”, che poi è detto anche “Bye-Bye England”.
(Gintoki)

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HART, LA SENTI QUESTA VOCE?
Per una squadra che si aspettava di pareggiare una partita e poi essere buttata fuori, ne ha fatta di strada. Sì, sto parlando dell’Islanda.
Forse l’unica, vera, rivelazione del campionato europeo insieme al Galles. Due squadre che vengono da posti piccoli piccoli e spesso ignorati dalla gente, si stanno prendendo la loro rivincita contro tutti i pronostici.
Il match degli ottavi fra Islanda e Inghilterra, sulla carta, dice: Islanda a salutare le baleniere e Inghilterra avanti in un Europeo loffio come pochi. Fortunatamente le partite si giocano sui campi di patate francesi e non sono tornei per nerd.
Affermare che l’Inghilterra è stata scarsa è fare un torto all’Islanda, ma bisogna dire anche la verità: gli inglesotti entrano in campo, ricevono un rigore e poi si dimenticano del perché sono in campo. Le idee sono meno di zero, anche grazie agli azzardi tattici (= stronzate) di Hodgson: Rooney a centrocampo è utile quanto una pisciata nel deserto.
Ma cosa volete da uno che ha venduto Roberto Carlos per tenersi Pistone?
Il problema di non avere idee su come arrivare a far gol, cosa che ad onor del vero i baronetti inglesi hanno provato a fare a più riprese (ma con risultati fra lo scadente e l’indecoroso), è che prima o poi l’inculata arriva. E l’Islanda, correndo per 90 minuti come se fosse mero riscaldamento, non ci mette molto a ricordare a tutti che è ad un Europeo e che di  tornarsene a mangiare squalo e dedicarsi alla pastorizia non ha proprio voglia. Nell’arco di pochi minuti, infatti, i biondi islandesi mettono KO la Grande Inghilterra e non la fanno più rialzare.
La grande beffa della partita è che gli inglesi avrebbero i piedi migliori dei vichinghi… ma quando la testa non gira, ecco che i sudditi di Sua Maestà tornano a buttarla sul mero piano fisico. Problema? Gli islandesi sono tosti, corrono e non smettono di farlo fino al 94° minuto. I cross dalle fasce sono sempre preda dei difensori e anche la velocità di Vardy, entrato nel secondo tempo, trova un muro fuori dall’area e lì si infrange.
Sfatiamo una seconda eresia, cioè che la truppa nordica non ha i piedi buoni. A quanto ho visto,  nella squadra ci sono i corridori e i falegnami del calcio (buoni per il combattimento), ma ci sono alcuni che i piedi li sanno usare e bene. Dove non arriva l’estro calcistico, però, arriva la forza nervosa, l’entusiasmo e la capacità di far squadra: ecco spiegati i contropiedi del secondo tempo e i ripiegamenti difensivi fatti ad hoc.
L’Inghilterra, invece, deve farsi l’esame di coscienza e capire cosa c’è che non funziona. Dal portiere (Hart è spaesato, spaventato e insicuro in ogni frangente) alla difesa macchinosa, da Rooney fra attacco e centrocampo, e incapace di incidere in entrambe le posizioni, alla metà davanti della formazione che è sembrata con poche idee. Kane, sempre presente nei Leoni d’Inghilterra, è l’ombra del giocatore del Tottenham, cosa che si potrebbe spiegare solo con una forma fisica da buttare. Quest’ultima, però, è una condizione comune a tutta la squadra che, per tutta la partita, ha sempre dato l’impressione di essere sulle ginocchia e subire la prorompente fisicità degli islandesi.
Se la testa non funziona e il fisico non risponde, cosa rimane? Il biglietto di ritorno verso la gelida Albione.

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(n)Euro 2016 – Meno rabone, più pigiamoni (#19)

In attesa di Spagna-Italia, qualche spunto sulle partite di ieri. Tanti gol (finalmente) ma nessuna sorpresa.

LE SOLITE VINCENTI…
Il secondo minestrone degli ottavi di finale è andato (ahimè) come era prevedibile che andasse. Sono passate Francia, Germania e Belgio. Che monotonia, nemmeno un colpo di scena, nemmeno un risultato inaspettato… nemmeno un caduto celebre. Nulla, sempre le solite squadre…

La Francia, per un tempo di gioco ci aveva illuso del possibile “coup de théâtre”, perdendo (in casa) con l’Irlanda fino alla fine del primo tempo. E invece nulla, Griezmann dopo il tè freddo ha ribaltato tutto in 4 minuti. E quindi l’illusione e la speranza di una Francia fuori agli ottavi è svanita. E vabbé!

La Germania, poi, non ha dato nemmeno il minimo dubbio sulla sua grande forza. 3-0 e la Slovacchia difensivista è tornata a casa. Per non sembrare troppo sborona ha pure sbagliano un rigore con Oooozil, ma quando segna persino Mario Gomez, vuol dire che so troppo forti. Se fa bella figura anche lui, la vedo dura. Ai tedeschi mancava una punta di ruolo, ora hanno anche quella. Sono un po’ sfacciati, onestamente. È come essere belli, ricchi e intelligenti… non si possono avere tutte e tre le qualità. Ecco!

Infine, che dire del Belgio già praticamente in finale. Asfaltata l’Ungheria con 4 gol, dovrà vedersela col Galles ai quarti e poi con la vincente tra Portogallo e Polonia. Tutto è possibile, certo, ma sulla carta ha praticamente la medaglia d’argento già al collo. E pensare che questo poteva essere il percorso dell’Italia. Meglio così, va!

C’è da dire che almeno si sono visti un po’ di gol, più di due a incontro, e la noia delle partite precedenti è stata messa da parte. Sì, mi sono molto divertita a guardare queste gare…
(Colpoditacco)

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Ciaobbbella, chiamami!

…E UN’AMMIREVOLE PERDENTE
Vittoria contro i disonorevoli russi a parte, la Slovacchia non ha combinato granché a Euro 2016, finendo alla luce dei riflettori soprattutto per il catenaccio estremo messo in atto contro l’Inghilterra. Ieri, contro la Germania, non c’è stato nemmeno il tempo di organizzare la consueta muraglia, visto che la pedatona di Boateng ha subito sbloccato il risultato. Da lì in poi, per Hamsik e compagnia è stata una vera Caporetto.

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Giornata di duro lavoro per Neuer, ieri, mi dicono.

L’Irlanda ha provato a sua volta ad alzare le barricate contro la Francia, sfruttando per di più l’abominevole vaccata di Pogba a inizio partita. Ma niente, a un certo punto s’è svegliato Griezmann, e addio sogni di gloria.

A me è piaciuta parecchio l’Ungheria. Sì, ok, ne ha prese quattro dal Belgio, ma perlomeno ha giocato a calcio per buona parte della partita – perlomeno fino a quando il morale della truppa lo ha consentito. Di fronte alle squadre che sono avanzate agli ottavi grazie a un superdifensivismo ortodosso (Irlanda del Nord, Galles, Irlanda, Slovacchia) o comunque grazie a un gioco stitico e conservatore (Svizzera, Polonia), l’Ungheria è stata una bella eccezione, riuscendo peraltro ad abbinare emozioni in campo (3-3 contro il Portogallo) e risultati inaspettati (prima nel girone).

E poi, va be’, in porta c’era Gaborone Király, emblema di un calcio che non c’è più, ma ancora capace di ottime parate (vedersi il miracolo sulla punizione di De Bruyne). Perché un pigiamone vale più di mille rabone.
(Fra)

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(n)Euro 2016 – Un Super Santos ci salverà tutti (#16)

Spagna e Croazia agli ottavi, dunque, ma non nell’ordine che tutti si aspettavano. E poi, certo, la figura barbina dell’Italia-bis contro l’Irlanda. Tutto questo e molto altro nel post odierno del team (n)Euro 2016.

ALTOLÀ ALLA NOIA (E ANCHE AL SUDORE, SE PROPRIO VOLETE)
Se il buongiorno si vede dal calcio d’inizio, Croazia – Spagna dovrebbe essere una bella partita. E così è stato.
Poco più di sei minuti di gioco e Morata scaracchia in porta un tiro di stinco e fa gol. Conclusione immonda ma efficace; l’azione che ha portato Morata davanti alla porta, però, è da dizionario del tiki taka.
Da questo momento la partita si gioca in una sola metà campo, quella croata. Gli spagnoli cazzeggiano con il pallone fra i piedi (ma che piedi, si veda Iniesta per delucidazioni sul termine “calcio-giocato-bene”) e addormentano la partita, finché non trovano un varco lasciato da alcuni svarioni difensivi croati… ma alla fine si perdono.
Ci sono pochi eventi degni di nota nel primo tempo croato, uno su tutti avviene intorno al quarto d’ora. Rakitic approfitta di un’uscita a babbo di minchia di De Gea e centra traversa e palo con un pallonetto delizioso. La palla torna lenta lenta in campo, lasciando ai croati solo arditi accostamenti fra dei ed animali.
Dopo 44 minuti passati a subire ‘sta rottura di balle del tiki taka, i croati (noti per essere moderati e mai fisici e aggressivi nel gioco) decidono di attaccare decentemente. Perisic, di corsa, si beve uno stordito Juanfran e poi crossa al centro dell’area spagnola. Dal nulla appare Kalinic, fino a quel momento utile come le infradito al Polo Sud, che di tacco fa ciao-ciao a De Gea e riporta l’incontro in parità.
Il secondo tempo inizia in maniera opposta. La Spagna entra sul campo con le gambe molli e le idee confuse, mentre la Croazia attacca con il coltello fra i denti. De Gea si riscatta uscendo alla membro di segugio e parando un tiro di Jedvaj (non proprio un bomber), per poi guardare la rovesciata di Pjaca finire poco fuori dalla porta vuota.
Gli spagnoli tremano e la Croazia attacca. Pjaca sembra indemoniato e, correndo come un Forrest Gump sotto cocaina, schernisce quattro spagnoli in area di rigore prima di auto-planare sull’erba. Rigore non dato e via con le bestemmie sentite.
Dieci minuti dopo, però, il rigore viene dato… ma alla Spagna. Rigore abbastanza generoso che viene battuto, malissimo, dall’uomo-fastidioso (Sergio Ramos). Subasic si crede Handanovic e strega il difensore del Real. Rigore centrale e le manone del portiere bloccano il tiro. Si è udito distintamente Srna gridare, in croato, “Ramos Des Stas Minchias”.
Ma forse ho capito male io.
Dopo il rigore la partita cala di tono. La Spagna si accontenta del pareggio e addormenta il match a forza di passaggi e tocchetti. Lao addormenta, almeno, finché non si sveglia Perisic (di nuovo lui). L’ala croata mette il turbo, si mangia un paio di difensori spagnoli e tira una rasoiata sul palo difeso da un De Gea molto insicuro.
Siamo all’88° ed è un gol importantissimo. Con il 2-1 della Croazia, la classifica si capovolge: Croazia prima nel girone e Spagna seconda.
Adiòs al primo posto, amigos.
(Zeus)

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Ma che rigore orrendo non ho tirato?!

SONNO, AMMONIZIONI E UN MOJITO PREMATURO
Italia – Irlanda si presentava come una sfida così inutile per i colori azzurri che anche i dipendenti dell’Atac hanno evitato di fare sciopero per poterla guardare. La Eminflex durante l’incontro ha realizzato un picco di vendite, proteste invece sono arrivate dai produttori di sonniferi: “Se tutte le partite fossero così soporifere, falliremmo!” hanno dichiarato.
L’unico motivo di interesse era la presenza in campo di Bonucci, il quale, diffidato, avrebbe dovuto evitare un’ammonizione per non incorrere nella squalifica nell’ottavo di finale. Il nostro ce l’ha messa tutta facendo a cazzotti con un po’ di irlandesi a caso ma non ce l’ha fatto a raccogliere un giallo. In compenso tutto il resto della squadra è stata ammonita: Insigne, entrato nella ripresa, si è preso un cartellino per i suoi orrendi tatuaggi; Sirigu, che sostituiva oggi Buffon, perché le sue uscite a vuoto causavano colpi di vento che han fatto venire un raffreddore all’arbitro; Zaza per eccesso di bestemmie.
L’Irlanda aveva bisogno di vincere per qualificarsi almeno come migliore terza, per effetto della nuova formula degli europei che è più strana di una legge elettorale e che ora fa sì che da un lato del tabellone degli ottavi ci siano Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania e dall’altro lato la Paganese e il Varallo Pombia.
Com’è come non è, i Boys in Green hanno vinto, trovando un gol a 5 minuti dalla fine con un’incornata di Brady, che ha approfittato di una uscita avventata di Sirigu che era andato a ordinare un mojito pensando che la partita fosse finita.
Gli Azzurri non si sono impegnati molto, sono scesi in campo con l’atteggiamento di chi va a fare una grigliata a Pasquetta e nell’attesa che il montone portato da casa si cuocia sul fuoco danno due calci a un Super Santos.
(Gintoki)

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Ah, il caro vecchio Super Santos!

BRADY SEGNA. GODURIA.
Ultima partita del girone dell’Italia.
Nella formazione azzurra trovo dei piacevoli tratti in comune con quella che ha vinto contro la Svezia e che vorrei riassumere in due punti:
– non sanno fare un dribbling che sia uno;
– fanno solo passaggi lunghi, quasi nessun cross e si ha la sensazione che i centrocampisti siano dotati di tombini al posto dei piedi.
Il primo tempo è talmente noioso che cerco di fare qualunque cosa per restare sveglio… ho iniziato a stilare il 730 dei prossimi 30 anni e sto provando dell’emozione fisica nel farlo.
L’Italia inizia questa partita con la serenità di chi sa che è già passata e perciò può giocare come sa fare: cioè di merda. I giocatori caracollano per il campo e fanno un solo tiro nel primo tempo (!). Il divertimento c’è ed è guardare la sofferenza oscena di Ogbonna: ad ogni suo tocco sai che potrebbe esserci un gol, ma per l’Irlanda. Anche Bernardeschi, comunque, sbaglia stop, cross e passaggi come fosse cosa naturale.

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Come dargli torto.

L’Irlanda, d’altra parte, ci mette le palle ed è sorretta da una carica nervosa incredibile. La qualità media dei giocatori però è imbarazzante e i passaggi sono dei missili terra-aria. Degni di nota, nel marasma irlandese, Shane Long e Duffy, entrambi totalmente fuori di sé.
Tuttto questo NULLA in ben 45 minuti. E senza olio d’oliva.
I secondi 45 minuti regalano qualcosa di buono. Ma non spoilero e parto subito dicendo che l’Italia non combina niente. Dopo un po’ di pressing inutile, la nazionale azzurra si guarda allo specchio e dice: perché devo correre? E ritorna a passeggiare. Il vero gioiello è la difesa che è una collezione di giocatori in forma schifosa: Ogbonna fa pena da quanto è imbarazzante, Sirigu è timido e il duo Bonucci-Barzagli è svagato e lento.
Tutto questo cosa porta? Ad altri 30 minuti di nulla.
L’inserimento di Insigne sveglia l’Italia (palo al primo tiro), cosa che spaventa la nazionale azzurra (“ma davvero dobbiamo fare qualcosa?“): per non sbagliare, allora, si torna al Festival della cappellata inaugurato da Bonucci. Lo juventino cade da solo e perde palla, ma Hoolahan sbaglia davanti a Sirigu.
Pochi minuti dopo ecco il vero momento clou: difesa italiana ferma come un gatto di marmo, cross dello stesso Hoolahan e Brady deposita il pallone sul fondo della rete.
Irlanda 1 – Italia 0.
Dopo il gol non c’è niente. Qualche ammonizione italiana (inutile) e le belle coreografie irlandesi. Partita finita e Irlanda agli ottavi.
(Zeus)

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Tripudio verde sugli spalti.

ITALIA, SPAGNA, GERMANIA E ANSIE DA PRESTAZIONE
Questi benedetti gironi sono finiti. L’Italia, dopo la partita di ieri consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a chi soffre d’insonnia grave, troverà la Spagna (come tutti oramai sanno) agli ottavi di finale. Secondo me le è andata pure bene, forse sarò l’unica a pensarla così, ma la Croazia ha giocato finora decisamente meglio. Con le furie rosse, che non so più le furie rosse de navolta, potrebbe pure spuntarla, meglio ancora se adotta il “modulo slovacco”: tutti dietro al grido di “difendiamo la barriera”.  È previsto anche Jon Snow tra i convocati, questo in pochi lo sanno.
In tanti poi si sono lamentati del cartellone sbilanciato, ma tutto era stato fatto per mandare l’Italia in finale: come da tradizione sarebbe dovuta arrivare seconda, incontrare l’Ungheria agli ottavi, ai quarti Irlanda del Nord o Galles e poi via in semifinale… E invece, quel borioso di Conte ha voluto strafare e arrivare primo nel girone, così dopo la Spagna potrebbe esserci la Germania. Complimenti!
Ché poi, Spagna, Italia e Germania sono legate da una proporzione, che spiega il destino delle tre squadre: Spagna : Italia = Italia : Germania. In pratica, gli Azzurri se la fanno sotto appena sentono parlare di Morata e compagni; i tedeschi, inspiegabilmente, hanno l’ansia da prestazione con gli italiani, fanno sempre brutte figure. In questi giorni il destino le farà incrociare…
(Colpoditacco)

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Il tabellone completo, con la Germania che incombe.