(n)Euro 2016 – Pogba, Payet e lu pilu (#06)

L’Europeo è cominciato e il team (n)Euro 2016 è ampiamente sul pezzo. A voi le impressioni della prima giornata!

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI ESSERE STANCU
Partita d’apertura dell’Europeo 2016 ed è subito Francia contro Romania. Sfida di un’importanza così infima da essere quasi interessante.
Chi vince? I padroni di casa, ma la Romania, pur giocando a stinco-palla (Popa non si può guardare), non ha sfigurato contro una Francia abulica nei suoi talenti sopraffini (Pogba su tutti).
Partita divertente, soprattutto per la quantità di botte che si sono dati i giocatori. La palla scottava fra i piedi di entrambe le formazioni che, di fatto, sparacchiavano palloni a babbo di minchia in giro per il campo.
Francia talentuosa, ma cazzeggia allegramente finché non passa in vantaggio con Giroud (sospetto fallo sul portiere). Viene raggiunta su rigore da Stancu (fallo di Evra, che soffia sulle spalle di un romeno cadente aiutandolo a planare di faccia in area). Dopo la noia, otto minuti d’emozione. Da questo momento la Romania crede alla vittoria e scartavetra caviglie e tira su zolle d’erba senza combinare granché (a parte una clamorosa cilecca in area e una conclamata incapacità di crossare) mentre la Francia tira fuori la creatività dal congelatore. Qualità sterile, con occasioni potenziali ma niente di fatto… almeno finché Payet (il West Ham starà festeggiando e aspetta telefonate per spennare qualche squadrone) non spara una cannonata sotto l’incrocio che dice: Francia 2 – Romania 1.
(Zeus)

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MENO POGBA, PIÙ GIROUD!
Quanto sono bella! Quanto sono brava! Io sono la Francia! E per “una Payet” non ho rischiato di fare una figura barbina.
Un pareggio in casa, al debutto dell’Europeo, contro la Romania non sarebbe stato un bel biglietto da visita. Ma alla fine ha recuperato, grazie al semisconosciuto Dimitri Payet (gioca nel West Ham), che oltre ad aver giocato la partita della vita, stufo dei gol mangiati dai compagni, ha fatto un tiro meraviglioso e ha regalato la vittoria ai Galli.
Il tanto atteso Pogba ha deluso (soffrirà d’ansia da prestazione? Speriamo per lui solo in campo). Ora a memoria non mi ricordo una partita importante, dove il tanto osannato juventino abbia fatto la differenza… escludendo i vari Chievo-Juve, Atalanta-Juve, ché, per carità, anche quelle partite servono a vincere lo scudetto, ma non passano certo alla storia. Aiutatemi, magari sono io che ho la memoria corta, ma più di qualche giochetto a centrocampo e qualche passaggio poco ha fatto. Avrà tempo, il torneo è lungo… potrebbe anche fare di peggio. La Romania se l’è cavata bene, ha retto come ha potuto e in alcuni tratti ha pure fatto sbiancare la Francia, cosa non facile, visto che da vera nazione multietnica ha molti giocatori di colore.
Due parole le voglio spendere anche per Olivier Giroud, non tanto per il suo gol non proprio regolare, ma perché a tratti è stata la cosa migliore in campo. Passo e chiudo!
(Colpoditacco)

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SCANDALI SPAGNOLI E INGLESOTTI SBRONZI
Ok, Benzema è rimasto a casa, eppure l’Europeo ha già il suo primo caso torbido. A essere invischiato è lo spagnolo David De Gea, portiere del Manchester United, il quale, secondo le rivelazioni del quotidiano El Diario, avrebbe abusato sessualmente di due ragazze insieme al compagno di  merende, Iker Muniain. I fatti risalgono al 2011 e sono emersi in questi giorni all’interno di un’inchiesta sull’impresario porno spagnolo Torbe (qui una tenera diapositiva). De Gea, da copione, si è affrettato a smentire tutto. Ora resta da capire se le voci lo deconcentreranno: i tifosi della Repubblica Ceca, primo avversario della Spagna, non aspettano altro.
Un’altra certezza degli Europei, storiacce di infimo livello a parte, arriva dalle caterve di birra trangugiate dai supporter inglesi. Questi ultimi, forse un po’ troppo pimpanti, hanno già dato spettacolo in quel di Marsiglia, scontrandosi con la polizia locale (e molto probabilmente con se stessi). Parlare di hooligan è forse prematuro, ma di certo intonare cori sull’Isis in Francia non è proprio l’idea del secolo. La speranza è che, al netto di arrestati, contusi e feriti, questa sera ci sia ancora qualcuno in grado di incitare i Tre Leoni contro la Russia più scarsa di sempre.
(Fra)

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(n)Euro 2016 – Polonia? Qualcuno ha detto Polonia? (#03)

Oggi è il turno della favorita numero uno, la Germania, e della nazionale campione in carica, la Spagna. A presentarci i loro gironi è il sommo Zeus (qui il suo blog: https://musicfortraveler.wordpress.com/)!

GIRONE C – GERMANIA, UCRAINA, POLONIA, IRLANDA DEL NORD
Autore: Zeus

Senza timore di smentita, direi che, in questo gruppo C, tutti hanno la possibilità di arrivare secondi. Anche perché, se la Grande Germania non si fuma un cannone da chilo pre-partita, farà girone a sé e poi saluterà tutti.

GERMANIA
Io sono un grande sostenitore dei film trash, ecco perché apprezzo che il CT abbia chiamato Gomez come punta. Spettacolo, scarparo come pochi. Il resto è senza ombra di dubbio un grande squadrone. Dalla porta al falso nueve in salsa di strudel, il Grande Reich Tedesco del calcio ha la potenzialità di arare porte e campi come solo nella Seconda Guerra Mondiale. E poi, lo sapete benissimo, quando si parla di Europa e di avversarie come Polonia e Ucraina, la Germania sente un ribollio all’altezza della settima divisione Panzer.

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«Polonia? Qualcuno ha detto Polonia?»

UCRAINA
Il Pippametric 2016, il precisissimo strumento di valutazione delle formazioni calcistiche che usiamo in redazione, da l’Ucraina al pari dell’Irlanda del Nord come Reginetta della Pippa calcistica. Mi verrete a dire che con Shevchenko era tutta un’altra cosa, ma io vi rispondo che… vabbè, non posso insultare nessuno, perciò inserite una bestemmia a caso. I giocatori vengono tutti dal campionato nazionale e, stranieri arrivati per i soldi e spariti per il freddo a parte, è risaputo che il campionato ucraino è un po’ il fiore all’occhiello dell’Europa. Senza scherzi… Russia e Germania se lo papperebbero senza problemi… ah, no, l’hanno già fatto in passato. Memoria labile.
Fortuna che ci sono le supporter che mettono simpatia.

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“Simpatia”.

POLONIA
Formazione giovane e con un Lewandowski come carro armato centrale. Ma il resto della truppa è quantomeno birichino. Cosa viene dalla Polonia? Gnocche, arte, Papa e gulasch. Il resto è fantasia. E poi tenete presente che alla Polonia non gliene sbatte niente dell’Europeo: i polacchi hanno il dente avvelenato dal 1939, figurati se si lasciano scappare l’occasione di prendere a bastonate il colosso tedesco. Che poi ci riescano è un’altra cosa, ma almeno ci mettono la cavalleria (ops, battute guerresche a casaccio) e un gran paio di palle per fargliela vedere ai mangia-crauti.
E poi voglio una bella lotta fra Wags polacche e Wags tedesche, con tanto di cuscinate, tette e sguardo a papero morto. Voglio questo. E spero arrivino secondi, il primo del girone extra-Germania. Perché se lo meritano.

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I coniugi Lewandowski provano così a sfuggire alle SS…

IRLANDA DEL NORD
Avevo finito le cose da dire dopo la premessa generale, figuratevi adesso che ho scoperto che c’è l’Irlanda del Nord nel girone. Stupendo. L’unico colpo a sorpresa contro la dominazione teteska del mondo sono questi iracondi irlandesi.Già prima del fischio d’inizio della prima partita saranno allo Stadio Alcolico. Figuriamoci quando giocheranno loro… sarà la Grande Fratellanza Sbronza. Il match con la Germania si ricorderà soprattutto per l’ardua lotta nel decidere chi ha il pubblico più sfatto. Non penso avranno grande chance, ma potrebbero giocare al Pirata Po-po contro l’Ucraina e tirare quattro sassate alla Polonia… anche se i polacchi sono iracondi di loro e perciò sarà un match bello teso. Non ci sono grandi nomi nella formazione, perciò si va di collettivo e di culo.

Loro sono pronti.

 

GIRONE D – SPAGNA, CROAZIA, REPUBBLICA CECA, TURCHIA
Autore: Zeus

Bello questo girone. Quattro formazioni che si possono giocare il primo posto senza problemi, forse con la Turchia a fare la Cenerentola di turno. Sulla carta la Spagna è più forte delle altre, ma da un po’ di tempo sono un po’ loffi… a parte quando prendono l’Italia a pallonate nei denti. Croazia e Repubblica Ceca sono buone formazioni, non il top, ma tignose, rompiballe e con qualità.

SPAGNA
La formazione è sempre la stessa da anni a questa parte. Manca Xavi, ma ormai lo usano nei ritiri del Campionato del Nonno e perciò non era praticabile (deve rientrare alle 8 di sera per poter prendere le medicine e mettersi a letto). Questa volta hanno qualche attaccante, perciò, pregando il Grande Capro, smetteranno di infestare i campi di calcio con il falso nueve che ha, detta in maniera calcistica, rotto il cazzo. Sembra strano, ma dopo il periodo d’oro della Spagna, da un po’ di anni sembrano aver perso smalto. Nel campionato spagnolo la fanno da padrone gli stranieri, e questo è un bel problema per fare le formazioni, e gli stranieri naturalizzati (vi ricordate la sega infinita di Diego Costa?) sono a casa a giocare alla Play. Stupendo. Spero si stia mangiando le tapas e rimpiangendo di non essere rimasto col Brasile.
Nota a margine per il portiere: se tengono Casillas nella forma attuale, cioè dopo che ha scoperto la carne di Carbonero (tipica antilope che pascola al lato del campo da gioco), vedremo delle uscite a farfalle che neanche Darwin potrebbe immaginare.

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«Iker… hai chiuso il gas prima di uscire, vero?»

CROAZIA:
Formazione ostica e rognosa da sempre, quella della Croazia potrebbe essere la squadra che, con dito medio alzato e orgoglio a scacchi rossi-bianchi, si porta a casa il girone. Non lo dico per scherzare, se la Spagna gioca demmerda come ha fatto negli ultimi tempi allora c’è la speranza che faccia la seconda. Compagine anche talentuosa, soprattutto nella persona di Modric (vero metronomo di centrocampo), e non disdegna di massaggiare guance, stinchi e caviglie con gli altri macellai in formazione. Mandzukic è esemplare in questo: centravanti vecchio stile – ne piglio uno (di zigomo) e poi provo a far gol. Rigorosamente in quest’ordine.

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Forza Croazia!

REPUBBLICA CECA
Se le notizie che mi giungono sono vere, la Repubblica Ceca ha portato anche Tomas Rosicky per questo Europeo. Sono estasiato, come giocatore mi è sempre piaciuto… anche adesso che è in età pensionabile e prende i sussidi dall’INPS di 32 Stati per sopraggiunta vecchiaia. Amabile come cosa. Non come certe squadre che si ostinano a lasciare a casa promettenti 40enni in ottima forma! Stolti! Considerazioni sul giocatore a parte, quella della Repubblica Ceca è una formazione che ha la potenzialità (da molto tempo inespressa) di rompere un po’ a tutti. Giocatori talentuosi ne ha e sono anche operai, ma è da secoli che non fanno niente di decente in Europa, perciò direi che è meglio goderci le scaramucce che sperarli nel primo slot del Gruppo. Ma chi lo sa, Satana potrebbe essere contento di loro e farli avanzare.

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L’immarcescibile Tomas.

TURCHIA
E tutti quanti cantano: Fa-tih Te-rim! Voglio la Turchia prima nel girone. Così otteniamo due soddisfazioni: la Spagna non è prima e, alla Merkel, viene un coccolone. Vi rendete conto, i Turchi che passano il turno in Europa è una di quelle classiche storie di contrappasso e metafore che piacciono tanto agli allenatori da bar. E poi io sono dietrologo, vedo significati infimi anche dietro il nulla, perciò figuratevi se non li vedo dietro una Turchia vincente. Succederà mai? Non si sa. Anche la Grecia ha vinto l’Europeo (ed era una squadra di uno scarso da far paura), figuriamoci se non ha una chance la Turchia che, almeno, un po’ di talento sparso ce l’ha.
Ci sono giocatori di grande spessore e qualche stella persa nei meandri del calciomercato (Arda Turan del Barcellona che ha passato più tempo a grattarsi le pudenda che giocare) e Fatih Terim a dirigere l’orchestra, ma tutto sommato il Pippametric 2016 non li mette in pole position per il passaggio.
Io vi auguro solo una cosa: battete la Spagna. Poi potete anche uscire.

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Altro che Erdogan…

Brasil 2014 – Il superpagellone – Parte seconda (#19)

Dopo i voti alle prime sedici squadre di Brasile 2014, ecco la seconda e ultima parte del superpagellone mondiale.

GHANA 4
Così come la Costa d’Avorio, questa nazionale presentava ottime individualità (i due Ayew, i due Asamoah) e giocatori di esperienza internazionale (Muntari, Essien, Boateng), e proprio come la Costa d’Avorio, ciò non è bastato a creare una squadra compatta capace di superare un Portogallo ronaldocentrico e i modesti USA. Il rammarico aumenta se si pensa che sono riusciti a far pareggiare i futuri campioni del mondo. Da segnalare l’anaconda di Jordan Ayew in mondovisione e il declino di Boateng, che ormai in testa ha solo la Satta. Come biasimarlo.
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GIAPPONE 5
Squadra mediocre, con qualche buon giocatore (Kagawa, Nagatomo) e un allenatore bollito (Zaccheroni). Nonostante avessero Pikachu come mascotte ufficiale, i nipponici non sono riusciti a vincere nemmeno mezza partita. Unico punto positivo: lo splendido gol di Okazaki alla Colombia, uno dei più belli del torneo.
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GRECIA 7
Perché loro ci credono sempre e comunque, e in questo danno ogni volta una lezione grande così alla nazionale italiana. Tanta gente coi piedi ruvidi, qualche veterano over35 e pochi lampi di buona tecnica, eppure è stato anche così che hanno vinto Euro 2004. In Brasile Karagounis e compagni hanno fatto la loro sporca figura, eliminando la Costa d’Avorio all’ultimo secondo e sfiorando i quarti di finale.
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HONDURAS 5
Una delle squadre più scarse del torneo, se non la più scarsa. Zero punti nel girone, otto gol subiti e mai l’impressione di poter vincere o almeno pareggiare una partita. Ma hanno già fatto qualcosa di storico qualificandosi per la fase finale.
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INGHILTERRA 4
Hodgson ha provato a portare in Brasile un mix di vecchi leoni (Gerrard, Rooney) e nuove leve (Sterling, Sturridge). La miscela, che aveva dato risultati discreti nel girone di qualificazione, qui non ha pagato per niente. Rooney e compagni passeranno alla storia solo per essere riusciti a perdere contro l’Italia più sgonfia degli ultimi trent’anni.
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IRAN 7
Versione sfigata della favola costaricense, la nazionale del vecchio volpone Queiroz ha bloccato sullo 0-0 la Nigeria, ha sfiorato lo stesso risultato contro l’Argentina e ha venduto cara la pelle prima di cedere alla Bosnia. Due soli giocatori con esperienza internazionale (Dejagah e l’indimenticabile Ghoochannejhad, per gli amici Gucci), ma grinta da vendere.
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ITALIA 3
Per i risultati (immonda la sconfitta contro il Costa Rica), per l’atteggiamento messo in campo (tutti in difesa contro l’Uruguay, ancor prima di restare in dieci), per il comportamento dei singoli (Balotelli irritante) ma soprattutto per l’esasperante lentezza mostrata in ogni singola partita. Spompati oltre ogni limite, eliminazione sacrosanta.
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MESSICO 7
Diciamo che i giocatori di movimento sarebbero da 7: vittorie su Camerun e Croazia, semi-impresa agli ottavi contro l’Olanda. Dicorso a parte merita Ochoa, assieme a Navas (Costa Rica) il miglior portiere del torneo, con buona pace di Neuer. E pensare che al momento è senza squadra…
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NIGERIA 5
Ok, non è più la Nigeria di Kanu e Babangida, ma possibile che non ci sia nessuno di meglio di Obi Mikel a cui affidare il centrocampo? Vederlo con la maglia numero 10 fa stringere il cuore. Per il resto, si sono messi in mostra un paio di buoni giocatori, come Musa e il giovanissimo Omeruo. Nient’altro da segnalare.
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OLANDA 8
Perché se arrivi a un passo dalla finale mondiale schierando titolare quell’insulto al sacro giuoco del calcio che risponde al nome di Bruno Martins Indi, vuol dire che hai fatto un capolavoro. Squadra non imbattibile, ma resa difficile da battere da Van Gaal, nuovo manager del Manchester Utd, l’Olanda ha procurato al sottoscritto la gioia più grande di questo mondiale: il 5-1 alla Spagna. Da sottolineare anche il 3-0 al Brasile.
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PORTOGALLO 3
Se Ronaldo è mezzo rotto, se Pepe si fa espellere come un tordo alla prima partita, se la scarsezza dei centravanti fa rimpiangere due paracarri come Pauleta e Nuno Gomes, l’eliminazione ai gironi è l’unica alternativa possibile. Una delle squadre più sopravvalutate al mondo.
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RUSSIA 4
Nelle interviste pre-mondiale Capello si è più volte espresso sulla pericolosità del Belgio, a suo avviso l’avversaria numero uno per il passaggio del turno come prima del girone. Peccato che gli uomini di Don Fabio, oltre a perdere col Belgio, siano riusciti a pareggiare con la Corea e l’Algeria. Certo, in entrambi i casi la colpa è soprattutto di paperone Akinfeev, ma tutti gli altri non hanno brillato.
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SPAGNA 3
La caduta degli dèi. Che goduria vedere Casillas spaesato mentre Van Persie spediva la palla nell’angolino! Finalmente gli spagnoli scenderanno dal piedistallo, ora che sono stati umiliati dall’Olanda e perforati dal Cile. Il 3-0 all’Australia non inganni: gli uomini di Del Bosque (e Del Bosque stesso) sono stati tra i peggiori in Brasile.
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STATI UNITI 7
Gli americani hanno finalmente capito che il football, quello vero, non si gioca con la palla ovale ma tonda, e per il mondiale hanno assemblato una squadra tosta e compatta. Nei novanti minuti gli USA hanno ceduto solo ai futuri campioni, dato che l’eliminazione agli ottavi – contro il Belgio – è arrivata ai supplementari. In grandissimo spolvero Tim Howard, e se Klinsmann avesse convocato pure Donovan…
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SVIZZERA 6
Precisi, ordinati, normali. In una parola, svizzeri: vittoria (come da pronostico) contro l’Ecuador, vittoria (come da pronostico) contro l’Honduras, sconfitta (come da pronostico, anche se forse non così pesante) contro la Francia, sconfitta (come da pronostico) contro l’Argentina. E così, precisi e ordinati, gli elvetici hanno fatto le valigie e in tutta tranquillità sono tornati a fabbricare orologi e cioccolata.
S.

URUGUAY 6
Media voto tra il 4 per la sconfitta contro il Costa Rica e l’8 per le vittorie contro Inghilterra e Italia. La squadra si è dimostrata piuttosto Suarez-dipendente, e la sua assenza per squalifica si è fatta sentire molto contro la Colombia. Cavani particolarmente moscio, Forlan ormai improponibile a certi livelli. Ma la sufficienza ci può stare.
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E niente, con ogni probabilità si chiude qui la rubrica sui mondiali do Brasil. Per me è sempre un piacere scrivere di calcio, e se possibile del suo lato più folkloristico. Spero di aver divertito gli appassionati e di non aver ammorbato tutti coloro a cui il calcio esce da ogni orefizio: a breve si tornerà al vecchio blog. Ovvero al caos totale.