(n)Euro 2016 – Quando la diva stecca (#14)

I have a dream: vedere un allenatore sostituire Cristiano Ronaldo. No, non per concedergli una standing ovation al 92′ contro un Getafe qualunque, quando il risultato è sul 5-0, così che il suo ego possa andare incontro all’ennesima overdose da applausi.
Io voglio vedere un allenatore sostituire Cristiano Ronaldo quando è palese che la sua presenza in campo è di intralcio al resto della squadra, quando si vede chiaramente che sta giocando per sè e non per il club o la nazione che rappresenta. Quando le smorfie e le urla superano i tiri e i cross pericolosi.
L’obiezione principale è sempre la stessa: «Sì ma uno come CR7 non lo puoi togliere, è capace di vincere una partita da solo». Vero, ma quando non è in forma riesce soltanto a far deprimere i suoi compagni. Dopo 120′ da ectoplasma durante la finale di Champions League (conclusi peraltro con il prevedibile lancio della maglietta e le pose scultoree per festeggiare il rigore decisivo), anche all’Europeo Ronaldo sta facendo pietà. E allora, visto che tutto si decide in sette partite, perché non costruire la squadra in altro modo? Perché non dare fiducia a compagni meno paparazzati (e oggetivamente meno forti), ma magari più in forma e maggiormente disposti a giocare di squadra?
So che il mio sogno resterà tale, ma se il Portogallo uscirà dall’Europeo per mano di Ungheria, Islanda e Austria, la figura di emme sarà di quelle che restano negli annali.
(Fra)

Cristiano-Ronaldo-Portogallo-Islanda

OLTRE A POGBA C’È DI PIÙ
La partita Svizzera – Francia è all’insegna del puro divertimento, almeno per i primi 50 minuti. Poi, visto il risultato di Albania – Romania (1-0), gli Svizzeri tentano di addormentare la partita (cosa che i francesi non apprezzano molto… infatti continuano ad attaccare).
Il primo tempo è un vero spasso. I francesi, grazie ad un Pogba ispirato ed un Coman scalda-colla con la difesa svizzera, creano gioco e martellano porta e portiere svizzero in maniera pressante.
Ma la Francia non si limita al solo attaccare: i galletti trovano anche il tempo di disfare almeno 3 magliette svizzere (secondo me cucite con lo sputo), rifare uno zigomo all’Hulk svizzero (Shaqiri) e fare prove tecniche di Hokuto con la testa di qualche giocatore avversario.
La Svizzera, comunque, non se ne sta buona a prendersi scarpate e ci mette del suo per cercare il gol (clamorosa la goffissima occasione di Djourou) o, almeno, attaccare con folate aggressive, seppur non molto pericolose. Capitan Lichsteiner è isterico (inizia indiavolato ma poi sparisce) mentre il resto della squadra vive dei pochissimi lampi anemici di Shaqiri e delle inutili corse di Embolo (il quale, fra l’altro, gioca  alla cavallina con Pogba).
Il vantaggio dell’Albania mette la partita in freezer e si assiste ad un secondo tempo molto diverso. Il duo Coman-Pogba si spegne e, nonostante le corse sfiancanti di Sissoko, gli attacchi francesi incidono poco (solo quel ciccione di Gignac tira una minella per poi ritornare nell’anonimato). La Svizzera pensa al futuro e perciò smette di pressare, cambia altre due/tre maglie (ma veramente, quanto fanno schifo?) e gioca solo di contropiede.
L’ingresso di Payet al 60′ rende la partita di nuovo godibile. Sissoko continua a correre come se avesse il fisco alle spalle, mentre il fantasista del West Ham (in stato di grazia) fa di tutto e di più: colpisce una traversa al volo, tira al volo di controbalzo da fuori area (fuori di poco) e piglia in faccia Pogba su punizione dal limite e a portiere battuto. Un’iradiddio!
Nonostante la volontà francese di vincere in maniera laida all’89° minuto, la partita finisce zero a zero e son contenti tutti: i francesi primi nel girone e gli svizzeri al secondo posto.
(Zeus)

https://i0.wp.com/tonyruik.com/wp-content/uploads/2016/06/381538011.jpg

(n)Euro 2016 – Di exploit italici e nasi onnipresenti (#09)

Siamo sinceri: nessuno dava mezza possibilità all’Italiaccia di questo Europeo. E invece… Colpoditacco e Gintoki raccontano come è andata ieri sera (alla facciazza del repsonsabile marketing della Jupiler).

IRLANDA BENE, MA NON BENISSIMO
L’Irlanda è tra le Nazionali che in genere suscita più simpatia, sarà perché i suo giocatori ci mettono sempre tanto cuore in campo raccogliendo però poco e niente. È andata così anche contro la Svezia: nel primo tempo gli Scandinavi sembravano disorientati dalla pressione degli irlandesi come noi poveri mortali quando dobbiamo montare i loro mobili. Ibrahimovic non pervenuto, era impegnato a indire conferenze stampa in cui sbeffeggiare un po’ chiunque. Hendrick, Brady e di nuovo Hendrick ci provano dalla distanza sparando dei missili terra-aria: quello di Brady si porta via un pezzo di traversa e il bianco dai boxer del terrorizzato portiere svedese Isaksson.

Nel secondo tempo la musica è sempre quella di un violino irlandese e i Boys in Green trovano un meritato vantaggio con Hoolahan che con una bella girata in torsione al grido di “Don’t try this at home” insacca.

L’Irlanda tira poi un po’ il fiato, la Svezia si scuote e Ibrahimovic, che ha terminato di fare il gradasso con la stampa, inizia a creare qualche apprensione in area. Scambia con Guidetti, mette al centro e il povero difensore irlandese Clark ricordandosi di essere una pippa colpisce di testa mettendola nella propria porta. 1-1 e sicuramente gli irlandesi avranno avuto da recriminare per un po’ e ci avranno bevuto su. Ma avrebbero bevuto anche in caso di vittoria. E anche se non si fosse giocato. Diciamo che un irlandese sobrio non si vede sul continente da secoli.
(Gintoki)

irl
Cheers!

NASI IMPONENTI E RISULTATI A SORPRESA
Belgio – Italia si presentava alla vigilia come una sfida molto interessante. Grande attesa c’era per capire come fosse messa l’Italia che, alla partenza, sembrava un po’ un’armata Brancaleone. Il Belgio invece partiva tra le favorite, visto il numero di giocatori molto interessanti in squadra (Hazard, Lukaku, Witsel per dirne alcuni) e complice anche il ranking Fifa che vede i Diavoli rossi al secondo posto perché il ranking funziona con degli algoritmi particolari scritti da uno studente del Cepu ubriaco.

Era anche il derby dei nasi più prominenti, quello di Chiellini e quello di Courtois, il portiere del Belgio: si mormora che se girassero la testa in sincrono scatenerebbero un tifone in Asia.

Pronti-via e l’Italia tenta di ingannare tutti, se stessa compresa, mostrando di voler giocare. Dopo tre minuti il trucco è svelato e gli Azzurri arretrano il baricentro, lasciando al Belgio il possesso palla ma solo perché si sa che gli italiani sono generosi e calorosi e vogliono far giocare anche gli altri. Giaccherini fa di tutto, attacca, recupera, aggiusta anche caldaie senza protestare. La difesa della Juventus tiene lontano dall’area i belgi, belgici, belghi…i giocatori del Belgio, che si affidano ai tiri da fuori di Naingollan.

Ed è proprio Giaccherini, dimenticato da Vermaelen, o forse era Alderweireld o forse uno che passava di lì per caso, che nel finale di primo tempo si trova da solo davanti alla porta e mette dentro il pallone dell’1-0. Conte per l’emozione comincia a sanguinare.

bel
Eh già…

Da lì in poi l’Italia ha finalmente la scusa per poter fare ciò che aveva in mente sin dall’inizio: catenaccio e contropiede. Il secondo tempo infatti vede il Belgio arrembante e l’Italia arrabattante, che tenta di arginare i pericoli spazzando via la palla e anche qualche belga. Fioccheranno cartellini durante la ripresa, l’arbitro parla più volte con i calciatori, che fanno finta di capirlo. Lukaku e Fellaini e poi Origi (entrato al posto di Lukaku) sbagliano clamorosamente sotto porta in più di una occasione. Conte sanguina ancora e si infila Insigne nel naso per tamponare la perdita. L’Italia ha con Pellè una occasione di testa, ma Courtois con un colpo di naso la manda fuori.

Il buon Pellè si rifarà nel recupero, quando, su un ennesimo tentato contropiede, Candreva fa la cosa giusta e la serve al centro dove l’attaccante italiano la mette dentro a porta praticamente vuota, bullandosi poi con gli amici al bar della sua grande impresa.

Non è stata una partita bellissima, si potrebbe dire brutta quasi quando le capigliature dei giocatori del Belgio ma probabilmente ha dimostrato per il momento che Conte aveva ragione: non potendo soffermarsi sulla qualità – è un po’ difficile quando manca – è meglio puntare su quantità e spirito di sacrificio.
(Gintoki)

SANGUE, GEL E… IBRA
In pochi ci credevano, io per prima, ma l’Italia ha vinto contro il tanto atteso Belgio. Gli operai, ma che fanno gruppo, hanno battuto i principini di Bruxelles. Giaccherini (o come il nostro Gin lo ha ribattezzato) Cappottini è stato il peggiore e il migliore in campo: perché fino al gol aveva sbagliato praticamente tutto, pure a mettere le calze. Poi il miracolo con tanto di sanguinamento in eurovisione: Bonucci dalla Tuscia con furore fa un assist perfetto per Giak e lui insacca alla Inzaghi. L’assist e il gol di questa strana coppia alla Snai non lo quotavano nemmeno.

Il film della partita è proseguito con i belgi che ci hanno provato in tutti i modi, che nemmeno un ventenne a Riccione con una tedesca avrebbe fatto di meglio, ma come il ventenne sono andati in bianco. Ritentate la prossima volta, magari sarete più fortunati!

Infine, il gellatissimo Pellè ha chiuso la pratica senza che gli si muovesse un capello. Grazia, Graziella e Graziano!

L’entusiasmo è alle stelle, ma vorrei ricordare che solo due anni fa al Mondiale, la prima partita contro l’Inghilterra fu vinta dall’Italia, ma poi perse come una pera lessa contro la\il Costa Rica e non passò nemmeno il girone. Quindi calmini e pensate alla Svezia, che vista ieri è pochissima roba… ma Ibra è sempre Ibra!
(Colpoditacco)