(n)Euro 2016 – Un Super Santos ci salverà tutti (#16)

Spagna e Croazia agli ottavi, dunque, ma non nell’ordine che tutti si aspettavano. E poi, certo, la figura barbina dell’Italia-bis contro l’Irlanda. Tutto questo e molto altro nel post odierno del team (n)Euro 2016.

ALTOLÀ ALLA NOIA (E ANCHE AL SUDORE, SE PROPRIO VOLETE)
Se il buongiorno si vede dal calcio d’inizio, Croazia – Spagna dovrebbe essere una bella partita. E così è stato.
Poco più di sei minuti di gioco e Morata scaracchia in porta un tiro di stinco e fa gol. Conclusione immonda ma efficace; l’azione che ha portato Morata davanti alla porta, però, è da dizionario del tiki taka.
Da questo momento la partita si gioca in una sola metà campo, quella croata. Gli spagnoli cazzeggiano con il pallone fra i piedi (ma che piedi, si veda Iniesta per delucidazioni sul termine “calcio-giocato-bene”) e addormentano la partita, finché non trovano un varco lasciato da alcuni svarioni difensivi croati… ma alla fine si perdono.
Ci sono pochi eventi degni di nota nel primo tempo croato, uno su tutti avviene intorno al quarto d’ora. Rakitic approfitta di un’uscita a babbo di minchia di De Gea e centra traversa e palo con un pallonetto delizioso. La palla torna lenta lenta in campo, lasciando ai croati solo arditi accostamenti fra dei ed animali.
Dopo 44 minuti passati a subire ‘sta rottura di balle del tiki taka, i croati (noti per essere moderati e mai fisici e aggressivi nel gioco) decidono di attaccare decentemente. Perisic, di corsa, si beve uno stordito Juanfran e poi crossa al centro dell’area spagnola. Dal nulla appare Kalinic, fino a quel momento utile come le infradito al Polo Sud, che di tacco fa ciao-ciao a De Gea e riporta l’incontro in parità.
Il secondo tempo inizia in maniera opposta. La Spagna entra sul campo con le gambe molli e le idee confuse, mentre la Croazia attacca con il coltello fra i denti. De Gea si riscatta uscendo alla membro di segugio e parando un tiro di Jedvaj (non proprio un bomber), per poi guardare la rovesciata di Pjaca finire poco fuori dalla porta vuota.
Gli spagnoli tremano e la Croazia attacca. Pjaca sembra indemoniato e, correndo come un Forrest Gump sotto cocaina, schernisce quattro spagnoli in area di rigore prima di auto-planare sull’erba. Rigore non dato e via con le bestemmie sentite.
Dieci minuti dopo, però, il rigore viene dato… ma alla Spagna. Rigore abbastanza generoso che viene battuto, malissimo, dall’uomo-fastidioso (Sergio Ramos). Subasic si crede Handanovic e strega il difensore del Real. Rigore centrale e le manone del portiere bloccano il tiro. Si è udito distintamente Srna gridare, in croato, “Ramos Des Stas Minchias”.
Ma forse ho capito male io.
Dopo il rigore la partita cala di tono. La Spagna si accontenta del pareggio e addormenta il match a forza di passaggi e tocchetti. Lao addormenta, almeno, finché non si sveglia Perisic (di nuovo lui). L’ala croata mette il turbo, si mangia un paio di difensori spagnoli e tira una rasoiata sul palo difeso da un De Gea molto insicuro.
Siamo all’88° ed è un gol importantissimo. Con il 2-1 della Croazia, la classifica si capovolge: Croazia prima nel girone e Spagna seconda.
Adiòs al primo posto, amigos.
(Zeus)

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Ma che rigore orrendo non ho tirato?!

SONNO, AMMONIZIONI E UN MOJITO PREMATURO
Italia – Irlanda si presentava come una sfida così inutile per i colori azzurri che anche i dipendenti dell’Atac hanno evitato di fare sciopero per poterla guardare. La Eminflex durante l’incontro ha realizzato un picco di vendite, proteste invece sono arrivate dai produttori di sonniferi: “Se tutte le partite fossero così soporifere, falliremmo!” hanno dichiarato.
L’unico motivo di interesse era la presenza in campo di Bonucci, il quale, diffidato, avrebbe dovuto evitare un’ammonizione per non incorrere nella squalifica nell’ottavo di finale. Il nostro ce l’ha messa tutta facendo a cazzotti con un po’ di irlandesi a caso ma non ce l’ha fatto a raccogliere un giallo. In compenso tutto il resto della squadra è stata ammonita: Insigne, entrato nella ripresa, si è preso un cartellino per i suoi orrendi tatuaggi; Sirigu, che sostituiva oggi Buffon, perché le sue uscite a vuoto causavano colpi di vento che han fatto venire un raffreddore all’arbitro; Zaza per eccesso di bestemmie.
L’Irlanda aveva bisogno di vincere per qualificarsi almeno come migliore terza, per effetto della nuova formula degli europei che è più strana di una legge elettorale e che ora fa sì che da un lato del tabellone degli ottavi ci siano Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania e dall’altro lato la Paganese e il Varallo Pombia.
Com’è come non è, i Boys in Green hanno vinto, trovando un gol a 5 minuti dalla fine con un’incornata di Brady, che ha approfittato di una uscita avventata di Sirigu che era andato a ordinare un mojito pensando che la partita fosse finita.
Gli Azzurri non si sono impegnati molto, sono scesi in campo con l’atteggiamento di chi va a fare una grigliata a Pasquetta e nell’attesa che il montone portato da casa si cuocia sul fuoco danno due calci a un Super Santos.
(Gintoki)

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Ah, il caro vecchio Super Santos!

BRADY SEGNA. GODURIA.
Ultima partita del girone dell’Italia.
Nella formazione azzurra trovo dei piacevoli tratti in comune con quella che ha vinto contro la Svezia e che vorrei riassumere in due punti:
– non sanno fare un dribbling che sia uno;
– fanno solo passaggi lunghi, quasi nessun cross e si ha la sensazione che i centrocampisti siano dotati di tombini al posto dei piedi.
Il primo tempo è talmente noioso che cerco di fare qualunque cosa per restare sveglio… ho iniziato a stilare il 730 dei prossimi 30 anni e sto provando dell’emozione fisica nel farlo.
L’Italia inizia questa partita con la serenità di chi sa che è già passata e perciò può giocare come sa fare: cioè di merda. I giocatori caracollano per il campo e fanno un solo tiro nel primo tempo (!). Il divertimento c’è ed è guardare la sofferenza oscena di Ogbonna: ad ogni suo tocco sai che potrebbe esserci un gol, ma per l’Irlanda. Anche Bernardeschi, comunque, sbaglia stop, cross e passaggi come fosse cosa naturale.

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Come dargli torto.

L’Irlanda, d’altra parte, ci mette le palle ed è sorretta da una carica nervosa incredibile. La qualità media dei giocatori però è imbarazzante e i passaggi sono dei missili terra-aria. Degni di nota, nel marasma irlandese, Shane Long e Duffy, entrambi totalmente fuori di sé.
Tuttto questo NULLA in ben 45 minuti. E senza olio d’oliva.
I secondi 45 minuti regalano qualcosa di buono. Ma non spoilero e parto subito dicendo che l’Italia non combina niente. Dopo un po’ di pressing inutile, la nazionale azzurra si guarda allo specchio e dice: perché devo correre? E ritorna a passeggiare. Il vero gioiello è la difesa che è una collezione di giocatori in forma schifosa: Ogbonna fa pena da quanto è imbarazzante, Sirigu è timido e il duo Bonucci-Barzagli è svagato e lento.
Tutto questo cosa porta? Ad altri 30 minuti di nulla.
L’inserimento di Insigne sveglia l’Italia (palo al primo tiro), cosa che spaventa la nazionale azzurra (“ma davvero dobbiamo fare qualcosa?“): per non sbagliare, allora, si torna al Festival della cappellata inaugurato da Bonucci. Lo juventino cade da solo e perde palla, ma Hoolahan sbaglia davanti a Sirigu.
Pochi minuti dopo ecco il vero momento clou: difesa italiana ferma come un gatto di marmo, cross dello stesso Hoolahan e Brady deposita il pallone sul fondo della rete.
Irlanda 1 – Italia 0.
Dopo il gol non c’è niente. Qualche ammonizione italiana (inutile) e le belle coreografie irlandesi. Partita finita e Irlanda agli ottavi.
(Zeus)

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Tripudio verde sugli spalti.

ITALIA, SPAGNA, GERMANIA E ANSIE DA PRESTAZIONE
Questi benedetti gironi sono finiti. L’Italia, dopo la partita di ieri consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a chi soffre d’insonnia grave, troverà la Spagna (come tutti oramai sanno) agli ottavi di finale. Secondo me le è andata pure bene, forse sarò l’unica a pensarla così, ma la Croazia ha giocato finora decisamente meglio. Con le furie rosse, che non so più le furie rosse de navolta, potrebbe pure spuntarla, meglio ancora se adotta il “modulo slovacco”: tutti dietro al grido di “difendiamo la barriera”.  È previsto anche Jon Snow tra i convocati, questo in pochi lo sanno.
In tanti poi si sono lamentati del cartellone sbilanciato, ma tutto era stato fatto per mandare l’Italia in finale: come da tradizione sarebbe dovuta arrivare seconda, incontrare l’Ungheria agli ottavi, ai quarti Irlanda del Nord o Galles e poi via in semifinale… E invece, quel borioso di Conte ha voluto strafare e arrivare primo nel girone, così dopo la Spagna potrebbe esserci la Germania. Complimenti!
Ché poi, Spagna, Italia e Germania sono legate da una proporzione, che spiega il destino delle tre squadre: Spagna : Italia = Italia : Germania. In pratica, gli Azzurri se la fanno sotto appena sentono parlare di Morata e compagni; i tedeschi, inspiegabilmente, hanno l’ansia da prestazione con gli italiani, fanno sempre brutte figure. In questi giorni il destino le farà incrociare…
(Colpoditacco)

Il tabellone completo di Euro 2016. Twitter
Il tabellone completo, con la Germania che incombe.

(n)Euro 2016 – Tra hipster, riccioloni e braghe del pigiama (#04)

Per concludere la presentazione delle 24 squadre di Euro 2016, a voi il girone di una delle grandi favorite (il Belgio, eh, mica l’Italia) e il gruppo simpatia – perché in ogni grande torneo c’è sempre un gruppo che punta tutto sulla simpatia (CR7 escluso, ovviamente). Ecco, dunque, i gironi E e F presentati da Colpoditacco (https://colpoditacco.me/) e Gintoki (https://shockanafilattico.wordpress.com/).

GIRONE E: ITALIA – BELGIO – SVEZIA – IRLANDA
Autrice: Colpoditacco

ITALIA
Al grido di: “San Pellè pensaci te”, l’Italia è pronta conquistare la Gallia. Non è sicuramente un’armata, né una corazzata, è più… un gruppo di gente che si conosce, che ha deciso di andare in Francia nello stesso periodo. Ché poi si sa… a giugno si spende meno! Antonio Conte punta tutto sulla difesa, unica certezza: della serie non facciamo gol ma nemmeno li prendiamo. Anche se Bonucci e Chiellini in azzurro diverse cazzate le hanno fatte. Ma incrociamo le dita, anche quelle dei piedi, e siamo fiduciosi. Il centrocampo poteva essere migliore con Verratti e Marchisio, ma anche io potevo essere 180 centimetri e avere gli occhi verdi, quindi bisogna accontentarsi di quello che si ha: Motta, De Rossi, Giaccherini, Sturaro (ok basta, non ce la faccio a scriverli tutti). Gli attaccanti sono pieni di volontà ma poco incisivi, sono più CANIni. Sono un po’ il contrario di quello che dicevano i prof ai genitori: “Si impegnano ma non sono bravi”. Detto questo, speriamo nel miracolo o quantomeno di passare il turno. Dopotutto Conte ha scelto i giocatori meno stanchi… infatti la maggior parte di loro ha passato la stagione in panchina come riserva. Un plauso al povero Thiago Motta per il coraggio di indossare il 10: ditemi la verità, voi al suo posto lo avreste preso?! Io no!

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2018: Riccardo Montolivo

BELGIO
Il Belgio è tra le favorite di questo Europeo. E in genere le favorite, alla fine, non vincono mai. Speriamo non ci stiano leggendo da Bruxelles e zone limitrofe, altrimenti dobbiamo chiudere e sarebbe un peccato. I Diavoli Rossi sono in formissima, hanno giocatori fortissimi in ogni reparto (Lukaku, De Bruyne, Carrasco, Witsel, Hazard, Fellaini, Nainggolan, Courtois… va be’ tutta la squadra) e sono secondi nel famigerato ranking FIFA, che è come essere secondi nella classifica dei più fighissimi del mondo. Insomma, visti così mettono i brividi, soprattutto se guardi anche i loro capelli: Nainggolan, Fellaini e Witsel saranno quelli che Conte terrà più sott’occhio. L’indivia tricotica può generare mostri.

 

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Riggioloni agghiaggiandi.

SVEZIA
Se si dice Svezia, si dice Zlatan Ibrahimovic. Lui è uno e trino, quindi non mi stupirei di vederlo giocare contemporaneamente in porta, difesa e attacco. In alcuni tratti della partita potrebbe farlo davvero, anche perché la Svezia non è che abbia grandi giocatori. Resta comunque una squadra velenosa e soprattutto che fa dei biscotti velenosi (vedi Europei 2004, Svezia e Italia nello stesso girone), ma poco temibile sotto il profilo tecnico e tattico, come direbbero quelli che masticano calcio. Da tenere d’occhio anche Kim Kallstrom e non perché sia particolarmente bello. Anzi.

 

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Va’ che bell’ometto.

IRLANDA
L’Irlanda potrebbe essere definita come squadra materasso… nel senso che a guardarla ci si addormenta. Gli allegri giovanotti carichi di Guinness (per non pensare al girone che li aspetta) e di quadrifogli (ché almeno portassero fortuna), affrontano questo Europeo con intensità calcistica, tipica di quelli che non hanno nulla da perdere… se non le partite. La squadra allenata da Martin O’Neill potrebbe mettere in difficoltà qualsiasi avversario, ma sarà probabilmente destinata all’ultima posizione del girone. Sempre che l’Italia non le rubi il posto. Robbie Keane non è più un pischello, ma non gli manca il fiuto del gol.

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Nel dubbio basta bere e non guardare.

 

GIRONE F: PORTOGALLO – ISLANDA – AUSTRIA – UNGHERIA
Autore: Gintoki

PORTOGALLO
Il calcio molto tecnico, palla a terra e con giocate di fino spinge molti a considerarli i brasiliani d’Europa. In effetti il paragone ci sta, con l’unica differenza che il Portogallo nella propria storia come trofeo ha alzato solo una beneamata ceppa. Stella della squadra è indubbiamente Cristiano Ronaldo coi suoi addominali che fanno provincia e il conto in banca pari al bilancio di uno Stato. Occhio anche a Bernardo Silva, classe ’94, trequartista del Monaco che si è messo in luce durante l’Europeo U21 nel 2015 per il proprio talento e che ha attirato l’attenzione di molti top club, tra cui la Juventus. Con le sue occhiaie da studente fuori sede e le movenze ineleganti ma efficaci, è considerato l’opposto di CR7.
I Lusitani non dovrebbero avere difficoltà a vincere il girone, a meno che non decidano di farsi del male da soli. Cosa in cui sembrano riuscir bene: l’Europeo 2004 è ancora vivo nel loro ricordo.

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«Finché non mi scattano la foto, non mi muovo».

ISLANDA
L’Islanda è il vero oggetto sconosciuto del girone, non avendo mai preso parte alle fasi finali di competizioni internazionali. L’ultima volta che degli islandesi si sono affacciati sul continente sarà stato intorno all’anno 1000 a bordo dei Drakkar. Il loro isolamento calcistico li rende la nazionale più indie dell’Europeo; inoltre dalle vulcaniche terre ghiacciate vengono i Sigur Ros e lì ha sede una versione dell’ATP Festival di Londra molto alternative: se cercate hipsteria, è l’Islanda la squadra da tifare. Anche se alcuni già lamentano che qualificarsi sia stato troppo mainstream.
L’uomo d’esperienza del gruppo è l’eterno Guðjohnsen, 37 anni, girovago del continente anche ad alti livelli (ha militato, tra l’altro, nel PSV, nel Chelsea, nel Barcelona e nel Monaco), che dopo aver dato l’addio alla Nazionale in seguito alla sconfitta nei playoff di qualificazione al Mondiale 2014, è stato convinto dal CT a tornare a marzo per dare il suo supporto – morale più che fisico – al gruppo. Curiosità: chissà se i tifosi del Pescara ce l’avranno ancora con loro, quando l’anno scorso la Federazione Islandese decise di convocare (con largo anticipo) il loro centrocampista Birkir Bjarnason, facendogli saltare la finale di ritorno dei playoff-promozione in Serie A che il Pescara doveva giocare contro il Bologna: e alla fine chi vinse? Il Bologna.

 

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L’entusiasmo medio di un hipster islandese.

AUSTRIA
L’Austria è stata tra le sorprese delle qualificazioni, chiudendo il girone al primo posto da imbattuta (9 vittorie e un pareggio) davanti a Russia e Svezia, guadagnandosi con autorevolezza la propria seconda qualificazione agli Europei dopo quella del 2008, anche se lì erano presenti di diritto come Paese ospitante (ti piace vincere facile?). L’elemento di spicco è David Alaba, difensore del Bayern di Monaco classe ’92, uno che unisce quantità alla qualità: ha un gran sinistro col quale è in grado di servire agli attaccanti un biglietto alta velocità verso la porta. O verso il parcheggio dello stadio, quando sbaglia a coordinarsi.
Per il girone non dovrebbero esserci problemi a passare il turno accanto al Portogallo, ma bisognerà vedere se Islanda e Ungheria saranno d’accordo.

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«Ti andrebbe un po’ di Schweppes, solo io e te?»

UNGHERIA
L’Ungheria torna alla ribalta dopo 44 anni dall’ultimo Europeo giocato e 30 dall’ultimo Mondiale: negli anni ’40 e ’50 la Nazionale magiara insegnava calcio a tutti, ma dopo la sconfitta nella finale del Campionato del Mondo del 1954 subìta dalla generazione di fenomeni passata alla storia come “Squadra d’oro (Aranycsapat)” è iniziato un lento declino. Oggi non ci sono nomi altisonanti e la maggior parte dei calciatori della rosa milita nel campionato ungherese e in quello polacco, che non esprimono un grande tasso tecnico. Il miglior giocatore della Nazionale, di cui è anche capitano, è Balázs Dzsudzsak (pronuncia: Balàsh Giugiàk),  ma il simbolo della squadra è il portiere Gabor Király, uno che sembra un impiegato del catasto che sta andando a buttare la spazzatura col suo tutone della domenica pomeriggio. Speranze di passare il turno: molto basse, quanto quelle di un telecronista italiano di riuscire a dire tutti i nomi della formazione senza sbagliarne uno.

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«Amò, te l’ho detto, finisco la partita e poi piscio giù il cane, 5 minuti».

Brasil 2014 – Italia-Costa Rica, la diretta in differita (#09)

Esperimento di cronaca in diretta ma che verrà pubblicato a partita finita. Tendenzialmente inutile, ma oggi va così.

1′ INIZIO PRIMO TEMPO – Tv muta, Gialappa’s alla radio e gin tonic. Si parte.

2′ Balotelli subito molto mobile. Tipo un comò.

4′ Palloncino verde in campo, l’arbitro senza pietà lo fa scoppiare. Un bambino, da qualche parte a Recife, sta piangendo.

6′ Marchisio parte in contropiede ma viene abbattuto e riceve in omaggio una ginocchiata sulla nuca. L’arbitro dice «non farlo più o lo dico alla mamma» all’autore del fallo.

7′ Calcio d’angolo per la Costa Rica, uscita imbarazzante di Buffon ma la palla va alta sopra la traversa.

9′ Corner Italia, Balotelli spinge a terra il suo marcatore per poi ciccare clamorosamente il tiro. Fallo in attacco.

12′ Candreva sbaglia un controllo. «Insultiamolo, ché porta bene» dice Gherarducci. Ingiurie diffuse su Candreva.

16′ Marchisio serve con un retropassaggio un compagno che non c’è. Calcio d’angolo regalato, Buffon smanaccia in qualche modo. Primo quarto d’ora soporifero: l’evento più interessante è stato il palloncino scoppiato dall’arbitro.

19′ Duarte crossa, la palla colpisce il naso di Chiellini. «Le probabilità erano molto alte», ironizza Pacchioni da Recife.

20′ Prandelli invita i suoi giocatori alla calma. «No, no, lo sta dicendo ai costaricensi».

23′ Fischi diffusi sulla melina italiana.

25′ A Recife ci sono 29 C°, 77% di umidità e leggero vento. In altre parole, il caldo non è una scusa.

27′ Un tiro! È di Thiago Motta, ma fa alquanto schifo: la palla si spegne innocua sul fondo.

28′ Il pubblico fa la ola. Senza apparenti motivi.

30′ Un tizio segnala alla Gialappa’s che è imbottigliato nel traffico e ha incollato il cellulare con il biadesivo al posto del navigatore per guardare la partita. Se poi dai pure il numero di targa, magari…

31′ Pirlo lancia per Balotelli che controlla male e tira peggio. Questo era facile facile l’uno a zero, ma niente.

33′ Sponda di Thiago Motta per Balotelli che, con calma, ci pensa su e poi tira da fuori: palla centrale, Navas prima respinge e poi blocca. Qualcosa si muove, finalmente.

36′ De Rossi e Diaz stesi a terra, rantolanti. In dieci secondi sono di nuovo in piedi.

37′ Un uomo provvisto di bandana nera, tale Bolanos, tira da fuori area: Buffon si sgranchisce le gambe e respinge in angolo.

39′ Ancora Costa Rica. Ruiz prende palla dopo un errore di De Rossi e tira da venticinque metri. Ciabattata che Buffon ferma senza problemi.

41′ Abate sfoggia i suoi piedi di ghisa, palla rubata e poi messa in angolo. I costaricensi ci credono.

42′ Duarte lasciato liberissimo in area, ma di testa manda alto. Occhio che si balla.

43′ Chiellini perde un pallone infuocato: Campbell se ne va e viene steso in piena area dallo stesso Chiellini. Rigore netto, ma l’arbitro stava guardando una tifosa mezza nuda in tribuna, quindi si va avanti.

44′ RUIZ – GOL DEL COSTA RICA  Gran cross da sinistra per Ruiz che, abbandonato da tutto e da tutti, segna di testa. La palla esce dopo aver sbattuto sotto la traversa, ma il gol è netto. Vantaggio meritato, soprattutto dopo il rigore negato un minuto fa.

45+2′ FINE PRIMO TEMPO Costa Rica davanti. Giustamente. L’Italia, un paio di fiammate a parte, bradipeggia.

INTERVALLO Dallo stadio il prode Pacchioni: «Si scaldano Cerci, Cassano e Aquilani». Unanime la risposta Gialappa’s: «NO, AQUILANI NO!».

46′ INIZIO SECONDO TEMPO Esce Thiago Motta, entra Cassano. Si punta sulle principali doti italiche: fantasia e ignoranza.

49′ Italia vagamente più veloce, Costa Rica prontissima ad approfittare di eventuali contropiede. Prima di battere un corner Bolanos si slaccia e riallaccia le stringhe. Ironia Gialappa’s: «un bidet no?».

51′ Darmian dai venti metri, Navas in angolo. Ora Cassano guadagna un fallo, è pronto Pirlo.

52′ Punizione centrale, Navas smanaccia.

54′ Subito contropiede e controtiro dei costaricensi: Buffon para con facilità.

55′ Italiani depressi in tribuna. Insigne pronto a entrare.

56′ Esce Candreva. Ma Abate, oltre a quel passaggio sbagliato, ha toccato un pallone?

57′ Chiellini fa uno stop disastroso in piena area, Campbell non ne approfitta.

58′ Bolanos prende in giro De Rossi con un paio di dribbling alla Cristiano Ronaldo. Quindi irritanti e inutili.

60′ Qualcuno segnala che i tabelloni dell’aeroporto di Vienna indicano, oltre ai voli in partenza e in arrivo, anche il risultato della partita.

62′ Cassano prova a fare da sé, ma il suo tiro viene deviato e finisce lemme lemme tra le mani di Navas.

64′ Balotelli inizia a menare.

66′ Possesso palla Costa Rica e «olè» del pubblico. Al cronista Gazzetta brucia un po’ il sedere: «ora i tifosi della Costa Rica fanno addirittura la Ola. Francamente eccessivo e fuori luogo». Ma gli brucia giusto un po’, eh.

68′ Primo cambio per la squadra in vantaggio: esce Tejeda, entra Cubero.

69′ Balotelli continua a menare e si prende il solito, immancabile giallo. Quando la barca affonda, Balotelli pare Schettino.

71′ Ammonito anche Cubero. Nel frattempo è entrato Cerci, uno dei pochi ancora fedeli al cerchietto. Fuori Marchisio.

73′ Cerci in fuorigioco.

74′ Esce Campbell, che da solo ha tenuto impegnati Barzagli e Chiellini. Si era anche guadagnato un rigore, a dirla tutta.

76′ L’Italia non sembra una squadra che sta perdendo: ritmi da torneo regionale di bocce. Ma un bel lancione lungo, ogni tanto, no?

78′ Cerci ancora in fuorigioco.

79′ Ogni volta che Abate tenta un cross, in Cina un cucciolo di panda muore.

81′ Fuori Ruiz, dentro Brenes.

82′ Bella palla per Insigne, discretamente libero al limite dell’area, che mette palla a terra, avanza e segna – no, scherzavo, fa una cosa molto più intelligente: tenta una sforbiciata col pallone ancora in volo e manda il pallone in curva. Ah, l’umiltà.

87′ Cerci – è ufficiale – vuole battere il record di fuorigioco nel minor tempo possibile.

89′ Corner Italia: dopo dieci secondi di tango appassionato con il suo marcatore, Cassano tocca con la punta e manda fuori.

90′ Quattro minuti di recupero. Ancora nessun lancio lungo, mannaggia mannaggia.

90+2′ Brenes fa quasi venir giù lo stadio con un tiro che sfiora l’incrocio. Sarebbe stato fantastico (e ancor più deprimente).

90+3′ Prandelli non sa cosa voglia dire “fare un assedio quando manca un minuto alla fine”. Moriranno col pallone tra i piedi. Tipo gli spagnoli.

90+4′ FISCHIO FINALE L’arbitro si rompe il cazzo e fischia la fine venti secondi in anticipo. Vittoria meritata del Costa Rica, che si qualifica come prima del girone. Partita immonda dell’Italia, che fa rivalutare lo spettacolo offerto da Iran-Nigeria qualche giorno fa. Tra i peggiori Chiellini, Abate e Candreva, ma un po’ tutti non arrivano alla sufficienza, cambi compresi. Costa Rica già agli ottavi, martedì c’è Uruguay-Italia. Ci sarà da soffrire, tanto per cambiare.

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