(n)Euro 2016 – Di rovesciate e noia. Soprattutto noia. (#18)

Erano in ventiquattro, sono rimaste in sedici, ma a giudicare dalle prime tre partite degli ottavi di finale, le partecipanti a Euro 2016 sembrano voler continuare a curare i problemi d’insonnia del nostro continente, piuttosto che creare una qualsivoglia forma di spettacolo ludico-sportivo.

Se per la partita d’esordio la scusa era “meglio evitare una sconfitta al primo turno, affosserebbe il morale della squadra e dei tifosi”, e se per i successivi due incontri si era detto “bisogna fare attenzione alla differenza reti, potrebbe essere fondamentale per passare il turno”, siamo arrivati alla fase a eliminazione diretta, dove ovviamente tutti pensano “cazzo, al primo errore ci puniscono, meglio stare coperti”. Aggiungete la caldazza estiva ed ecco a voi il festival della noia – anzi, dell’ennui, visto che siamo in Francia e pare giusto tirarsela un po’.

Gli ottavi di finale, dunque. Si comincia con Polonia-Svizzera, non esattamente uno scontro tra titani. E infatti ne viene fuori una partitastra, dove i principali spunti arrivano dagli spalti.

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Attacca la Svizzera…

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…risponde la Polonia.

Ah, be’, certo, poi c’è il gol di Shaqiri.

Diamo al nano esplosivo ciò che è del nano esplosivo.

Altro da segnalare? Insomma. Le squadre si trascinano stancamente ai rigori, dove Xhaka sbanana in modo immondo, regalando ai polacchi l’accesso ai quarti di finale – nonostante la forma imbarazzante di Lewandowski.

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Chiaramente fuori forma.

Poco dopo gli oltre centoventi minuti a tinte biancorosse, si passa al derby anglosassone tra Galles (#Brexit) e Irlanda del Nord (#Bremain).

Chi si aspettava un match combattuto con continui ribaltamenti di fronte, corse a perdifiato e emozioni da una parte e dall’altra (ovvero il sottoscritto, e forse qualche altro pirla), è rimasto ampiamente deluso. Con tutto il popò di materiale a loro disposizione, le due nazioni d’Oltremanica hanno scelto di pescare dal repertorio del calcio britannico due degli elementi meno interessanti: le ingloriose scarpate (leggasi: botte da orbi) e la strenua difesa della propria area (leggasi: pur di non farvi segnare, facciamo autogol). E infatti a decidere una delle partite più sciatte della competizione – ma a pensarci bene, quali partite non sono state sciatte, finora? – è un’invereconda autorete di McAuley su cross di Bale, a sua volta piuttosto spento. Galles ai quarti e nordirlandesi “costretti” a consolarsi con i consueti ettolitri di birra.

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Perlomeno rivedremo la famiglia Bale in tribuna.

Infine, in serata, è toccato a Croazia-Portogallo provare a rianimare l’entusiasmo dei calciofili del continente. Neanche a farlo apposta, pure loro hanno fallito miseramente.

La Croazia, chiarmente favorita, ha traccheggiato per 105′ minuti abbondanti, salvo poi svegliarsi nel secondo tempo supplementare, attaccare, prendere un palo, subire un contropiede e venire eliminata. Proprio così: il Portogallo, una delle nazioni più calcisticamente inutili nella storia di questo glorioso giuoco, segna con Quaresma, uno dei calciatori più inutili tout-court, e passa il turno, eliminando così una delle squadre più quotate – se non la più quotata – per l’approdo in finale dal lato sinistro del tabellone.

Per dovere di cronaca, segnaliamo la notevole prestazione di Vida – una specie di Mexes meno effeminato, autore peraltro di un sombrero su CR7 – e l’acconciatura nazionalistica di Perisic. Tutto molto bello, ma non è bastato.

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E niente, a breve l’Irlanda prova a vendicarsi contro la Francia dopo i fattacci di sette anni fa, mentre la Germania alle 18 affronta la Slovacchia. In serata Belgio-Ungheria, chi vince troverà il Galles ai quarti.

Sia chiaro: il nostro cuore batte per Gaborone Király, nella speranza che ci regali perle come quella contro il Portogallo:

(n)Euro 2016 – Un Super Santos ci salverà tutti (#16)

Spagna e Croazia agli ottavi, dunque, ma non nell’ordine che tutti si aspettavano. E poi, certo, la figura barbina dell’Italia-bis contro l’Irlanda. Tutto questo e molto altro nel post odierno del team (n)Euro 2016.

ALTOLÀ ALLA NOIA (E ANCHE AL SUDORE, SE PROPRIO VOLETE)
Se il buongiorno si vede dal calcio d’inizio, Croazia – Spagna dovrebbe essere una bella partita. E così è stato.
Poco più di sei minuti di gioco e Morata scaracchia in porta un tiro di stinco e fa gol. Conclusione immonda ma efficace; l’azione che ha portato Morata davanti alla porta, però, è da dizionario del tiki taka.
Da questo momento la partita si gioca in una sola metà campo, quella croata. Gli spagnoli cazzeggiano con il pallone fra i piedi (ma che piedi, si veda Iniesta per delucidazioni sul termine “calcio-giocato-bene”) e addormentano la partita, finché non trovano un varco lasciato da alcuni svarioni difensivi croati… ma alla fine si perdono.
Ci sono pochi eventi degni di nota nel primo tempo croato, uno su tutti avviene intorno al quarto d’ora. Rakitic approfitta di un’uscita a babbo di minchia di De Gea e centra traversa e palo con un pallonetto delizioso. La palla torna lenta lenta in campo, lasciando ai croati solo arditi accostamenti fra dei ed animali.
Dopo 44 minuti passati a subire ‘sta rottura di balle del tiki taka, i croati (noti per essere moderati e mai fisici e aggressivi nel gioco) decidono di attaccare decentemente. Perisic, di corsa, si beve uno stordito Juanfran e poi crossa al centro dell’area spagnola. Dal nulla appare Kalinic, fino a quel momento utile come le infradito al Polo Sud, che di tacco fa ciao-ciao a De Gea e riporta l’incontro in parità.
Il secondo tempo inizia in maniera opposta. La Spagna entra sul campo con le gambe molli e le idee confuse, mentre la Croazia attacca con il coltello fra i denti. De Gea si riscatta uscendo alla membro di segugio e parando un tiro di Jedvaj (non proprio un bomber), per poi guardare la rovesciata di Pjaca finire poco fuori dalla porta vuota.
Gli spagnoli tremano e la Croazia attacca. Pjaca sembra indemoniato e, correndo come un Forrest Gump sotto cocaina, schernisce quattro spagnoli in area di rigore prima di auto-planare sull’erba. Rigore non dato e via con le bestemmie sentite.
Dieci minuti dopo, però, il rigore viene dato… ma alla Spagna. Rigore abbastanza generoso che viene battuto, malissimo, dall’uomo-fastidioso (Sergio Ramos). Subasic si crede Handanovic e strega il difensore del Real. Rigore centrale e le manone del portiere bloccano il tiro. Si è udito distintamente Srna gridare, in croato, “Ramos Des Stas Minchias”.
Ma forse ho capito male io.
Dopo il rigore la partita cala di tono. La Spagna si accontenta del pareggio e addormenta il match a forza di passaggi e tocchetti. Lao addormenta, almeno, finché non si sveglia Perisic (di nuovo lui). L’ala croata mette il turbo, si mangia un paio di difensori spagnoli e tira una rasoiata sul palo difeso da un De Gea molto insicuro.
Siamo all’88° ed è un gol importantissimo. Con il 2-1 della Croazia, la classifica si capovolge: Croazia prima nel girone e Spagna seconda.
Adiòs al primo posto, amigos.
(Zeus)

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Ma che rigore orrendo non ho tirato?!

SONNO, AMMONIZIONI E UN MOJITO PREMATURO
Italia – Irlanda si presentava come una sfida così inutile per i colori azzurri che anche i dipendenti dell’Atac hanno evitato di fare sciopero per poterla guardare. La Eminflex durante l’incontro ha realizzato un picco di vendite, proteste invece sono arrivate dai produttori di sonniferi: “Se tutte le partite fossero così soporifere, falliremmo!” hanno dichiarato.
L’unico motivo di interesse era la presenza in campo di Bonucci, il quale, diffidato, avrebbe dovuto evitare un’ammonizione per non incorrere nella squalifica nell’ottavo di finale. Il nostro ce l’ha messa tutta facendo a cazzotti con un po’ di irlandesi a caso ma non ce l’ha fatto a raccogliere un giallo. In compenso tutto il resto della squadra è stata ammonita: Insigne, entrato nella ripresa, si è preso un cartellino per i suoi orrendi tatuaggi; Sirigu, che sostituiva oggi Buffon, perché le sue uscite a vuoto causavano colpi di vento che han fatto venire un raffreddore all’arbitro; Zaza per eccesso di bestemmie.
L’Irlanda aveva bisogno di vincere per qualificarsi almeno come migliore terza, per effetto della nuova formula degli europei che è più strana di una legge elettorale e che ora fa sì che da un lato del tabellone degli ottavi ci siano Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania e dall’altro lato la Paganese e il Varallo Pombia.
Com’è come non è, i Boys in Green hanno vinto, trovando un gol a 5 minuti dalla fine con un’incornata di Brady, che ha approfittato di una uscita avventata di Sirigu che era andato a ordinare un mojito pensando che la partita fosse finita.
Gli Azzurri non si sono impegnati molto, sono scesi in campo con l’atteggiamento di chi va a fare una grigliata a Pasquetta e nell’attesa che il montone portato da casa si cuocia sul fuoco danno due calci a un Super Santos.
(Gintoki)

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Ah, il caro vecchio Super Santos!

BRADY SEGNA. GODURIA.
Ultima partita del girone dell’Italia.
Nella formazione azzurra trovo dei piacevoli tratti in comune con quella che ha vinto contro la Svezia e che vorrei riassumere in due punti:
– non sanno fare un dribbling che sia uno;
– fanno solo passaggi lunghi, quasi nessun cross e si ha la sensazione che i centrocampisti siano dotati di tombini al posto dei piedi.
Il primo tempo è talmente noioso che cerco di fare qualunque cosa per restare sveglio… ho iniziato a stilare il 730 dei prossimi 30 anni e sto provando dell’emozione fisica nel farlo.
L’Italia inizia questa partita con la serenità di chi sa che è già passata e perciò può giocare come sa fare: cioè di merda. I giocatori caracollano per il campo e fanno un solo tiro nel primo tempo (!). Il divertimento c’è ed è guardare la sofferenza oscena di Ogbonna: ad ogni suo tocco sai che potrebbe esserci un gol, ma per l’Irlanda. Anche Bernardeschi, comunque, sbaglia stop, cross e passaggi come fosse cosa naturale.

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Come dargli torto.

L’Irlanda, d’altra parte, ci mette le palle ed è sorretta da una carica nervosa incredibile. La qualità media dei giocatori però è imbarazzante e i passaggi sono dei missili terra-aria. Degni di nota, nel marasma irlandese, Shane Long e Duffy, entrambi totalmente fuori di sé.
Tuttto questo NULLA in ben 45 minuti. E senza olio d’oliva.
I secondi 45 minuti regalano qualcosa di buono. Ma non spoilero e parto subito dicendo che l’Italia non combina niente. Dopo un po’ di pressing inutile, la nazionale azzurra si guarda allo specchio e dice: perché devo correre? E ritorna a passeggiare. Il vero gioiello è la difesa che è una collezione di giocatori in forma schifosa: Ogbonna fa pena da quanto è imbarazzante, Sirigu è timido e il duo Bonucci-Barzagli è svagato e lento.
Tutto questo cosa porta? Ad altri 30 minuti di nulla.
L’inserimento di Insigne sveglia l’Italia (palo al primo tiro), cosa che spaventa la nazionale azzurra (“ma davvero dobbiamo fare qualcosa?“): per non sbagliare, allora, si torna al Festival della cappellata inaugurato da Bonucci. Lo juventino cade da solo e perde palla, ma Hoolahan sbaglia davanti a Sirigu.
Pochi minuti dopo ecco il vero momento clou: difesa italiana ferma come un gatto di marmo, cross dello stesso Hoolahan e Brady deposita il pallone sul fondo della rete.
Irlanda 1 – Italia 0.
Dopo il gol non c’è niente. Qualche ammonizione italiana (inutile) e le belle coreografie irlandesi. Partita finita e Irlanda agli ottavi.
(Zeus)

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Tripudio verde sugli spalti.

ITALIA, SPAGNA, GERMANIA E ANSIE DA PRESTAZIONE
Questi benedetti gironi sono finiti. L’Italia, dopo la partita di ieri consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a chi soffre d’insonnia grave, troverà la Spagna (come tutti oramai sanno) agli ottavi di finale. Secondo me le è andata pure bene, forse sarò l’unica a pensarla così, ma la Croazia ha giocato finora decisamente meglio. Con le furie rosse, che non so più le furie rosse de navolta, potrebbe pure spuntarla, meglio ancora se adotta il “modulo slovacco”: tutti dietro al grido di “difendiamo la barriera”.  È previsto anche Jon Snow tra i convocati, questo in pochi lo sanno.
In tanti poi si sono lamentati del cartellone sbilanciato, ma tutto era stato fatto per mandare l’Italia in finale: come da tradizione sarebbe dovuta arrivare seconda, incontrare l’Ungheria agli ottavi, ai quarti Irlanda del Nord o Galles e poi via in semifinale… E invece, quel borioso di Conte ha voluto strafare e arrivare primo nel girone, così dopo la Spagna potrebbe esserci la Germania. Complimenti!
Ché poi, Spagna, Italia e Germania sono legate da una proporzione, che spiega il destino delle tre squadre: Spagna : Italia = Italia : Germania. In pratica, gli Azzurri se la fanno sotto appena sentono parlare di Morata e compagni; i tedeschi, inspiegabilmente, hanno l’ansia da prestazione con gli italiani, fanno sempre brutte figure. In questi giorni il destino le farà incrociare…
(Colpoditacco)

Il tabellone completo di Euro 2016. Twitter
Il tabellone completo, con la Germania che incombe.

(n)Euro 2016 – Löw e la ricerca della felicità (#08)

In attesa che il Belgio impallini l’Italia in serata, oggi lo spazio quotidiano di (n)Euro 2016 è dedicato alla Germania: ai titolari, agli assenti e… a chi non sa di essere in mondovisione.

TEDESCHI SENZA PROBLEMI
Prima partita della Divisione Panzer tedesca e si va subito contro gli ucraini e, contrariamente a quello che dice il risultato (2-0 per i teteski), il match non è stato a senso unico.
Le motivazioni vanno ricercate in due punti:
a) la Germania giocava, forse, al 40% delle proprie potenzialità;
b) Götze, come falso nueve, è inutile e irritante. Avessero un centravanti piedi di legno ma gol nel sangue… oddio, c’è Gomez…ecco, ho un dubbio amletico.
Ma così non è e la partita è andata avanti a strappi, contropiedi e azioni svanite negli ultimi metri come nella migliore tradizione di Pro Evolution Soccer. Il match vede contrapposte due filosofie: le divisioni tedesche pressano come tori gli ucraini e tentano di arrivare in porta col pallone (senza riuscirci); gli ucraini, molto zen, tamponano le falle, rilanciano e sperano nei piedi (buoni) di Yarmolenko o Konoplyanka per far paura ai tedeschi.
Al 19′ p.t. la Germania passa in vantaggio con un gol di testa di Mustafi su cross di Kroos (sognavo di scriverlo da anni). Questo schiaffone sveglia gli ucraini che, finalmente, mettono il naso fuori dalla loro area e spaventano prima Boateng, autore di cagate micidiali e salvataggi miracolosi, e poi Neuer. Il portiere tedesco fa due/tre parate ottime e una cagata immonda, fortunatamente per i tedeschi senza conseguenze disastrose.
La difesa tedesca, Neuer a parte, è proprio il punto debole della formazione: Höwedes è sempre fuori posizione, Boateng alterna ottime cose a minchiate, Mustafi fa il suo (e segna pure!), mentre Hector, il terzino sinistro, non è pervenuto.
Chissà come si comporteranno contro attaccanti meno evanescenti.
Gli ultimi 20/30 minuti del secondo tempo sono, per me, incomprensibili: i tedeschi cazzeggiano alla grande e gli ucraini, che dovrebbero recuperare, alternano cazzeggio immotivato e sortite offensive fino al 90′.
Nel secondo minuto di recupero, con tutta l’Ucraina sbilanciata davanti all’area tedesca, un Blitzkrieg tedesco porta il risultato sul 2-0 chiudendo la partita.
Ma, Signore e Signori, non è questo il motivo della sorpresa: è che ha segnato il vecchio Schweinsteiger.
I film di Romero avevano un fondo di verità allora!
(Zeus)

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Sento improvvisamente il bisogno di tifare Germania.

E HUMMELS DOV’È?
La Germania ieri ha dimostrato di essere la solita Germania. Concreta, che non guarda in faccia a nessuno e decisamente pratica. Oggi lascio l’analisi tecnica ai miei compagni di viaggio di (n)Euro 2016.
Sono infatti, amareggiata perché, cavolo, una Germania senza Mats Hummels perde ogni attrattiva. Infatti, quando ho scoperto che era in tribuna, il mio interesse per la partita è sceso a livelli storici. Così, per passare la serata mi sono messa a provare due vestiti che dovevo portare dalla sarta: con un occhio guardavo la gara e con l’altro lo specchio. Poi mi sono anche messa lo smalto ai piedi. Non so perché vi sto raccontando questo, forse perché anche io, a volte, faccio cose da donna, o forse per avvalorare la tesi (di molti uomini) che le donne non guardano il calcio ma solo i calciatori. Facciamoceli credere… anche perché se si rendono conto che una donna può tenergli testa ed essere anche più competente di loro, forse, nell’unico argomento nel quale si sentono forti, per loro è la fine! E per questa sera, buona Italia!
(Colpoditacco)

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L’EROE DEL GIORNO
Si potrebbe parlare del bel gol di Modric, o della vittoria storica della Polonia – la prima in assoluto a un Europeo. Ma oggi l’uomo da celebrare è il CT tedesco, Joachim Löw. Perché? Guardate qua sotto.