[FM18] Spareggioni soporiferi

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito, #3 Formiche azzurre e bulldozer tamarri, #4 Come il gol di Brignoli, #5 Piccoli problemi di cuore

———————————————————————————————————–

Birra, popcorn e amuleti vari – tutto è pronto all’Olimpijs’kyj di Kiev per gufare l’Italia di Ventura nell’andata dello spareggione mondiale contro l’Ucraina. In panchina tra i padroni di casa c’è pure il nostro Yurchenko; la sua presenza è più che sufficiente per giustificare il viaggetto Benevento-Kiev a carico del club. Sia mai che il CT lo butti in campo contro gli Azzurri.

Ventura parte col 5-3-2, davanti è confermata la strana coppia Giovinco-Belotti. Le squadre si scambiano qualche buffetto per i primi 15′, finché Jaroslav Rakitskyi (o Rakyc’kyj, per i numerosi fan della traslitterazione scientifica tra il pubblico) decide di scaldare l’ambiente cercando di amputare entrambe le gambe a Darmian. La folla è in visibilio, ma l’arbitro non apprezza: cartellino rosso diretto, Ucraina in 10 con ancora 75′ da giocare. Non contento, il direttore di gara punisce ulteriormente gli ucraini con un rigore farlocco assegnato all’Italia per fallo immaginario su Belotti. Giovinco tira, Giovinco segna, Giovinco esulta.

ukraine-v-italy_-match-pitch.png

L’intero stadio intona cori beceri contro la Formica Atomica e le componenti femminili della sua famiglia. Sei minuti dopo, Giovinco, dall’alto del suo metro e sessantatré, sfida le leggi della fisica e della logica con un improvvido colpo di testa, salvo infortunarsi malamente e abbandonare il campo. Gufi formidabili, questi ucraini. Davvero un peccato che la loro nazionale riesca soltanto a difendere lo 0-1, causa inferiorità numerica e tecnica. All’intervallo Ventura, per noia più che per convinzione, decide allora di dare una chance agli avversari, passando al suo amato 4-2-4, si presume per cercare il gol che chiuda il discorso qualificazione.

Nel secondo tempo le occasioni fioccano in entrambe le aree. Belotti è in versione gallo spennacchiato e fallisce almeno tre palle gol, mentre il biondissimo e ucrainerrimo Marlos Romero Bonfim si fa abbindolare due volte da Donnarumma. Insomma, molto rumore per nulla, per citare Guglielmo Shakespeare. La partita si chiude sull’1-0 per l’Italia, nonostante tutto l’impegno di Ventura per concedere quantomento un pareggio.

Ukraine v Italy_ Match Review

Per la partita di ritorno, tutti si aspettano che la FIGC scelga uno degli stadi più caldi e maestosi d’Italia per far sciogliere definitivamente gli avversari ucraini. San Paolo? Olimpico? San Siro? No, si gioca al notoriamente infuocato Bentegodi di Verona, dove peraltro gli uomini di Shevchenko (sì, il CT dell’Ucraina è il buon vecchio Sheva) dovrebbero essere a loro agio, visto che indossano gli stessi colori del Chievo e dell’Hellas. L’impressione è che forze oscure stiano tramando per cercare di far perdere il playoff all’Italia e, di conseguenza, il posto a Ventura.

Tutti a Verona, dunque, per la seconda parte dello spareggione. Azzurri in campo di nuovo col 4-2-4, col redivivo Zaza al posto di Giovinco. Pronti-via e l’Ucraina piomba davanti a Donnarumma, ma né Rotan né Yarmolenko riescono a centrare la porta. Poco dopo è Zaza a mancare una buona occasione su cross di Candreva. La gara di ciapanò continua con gli errori da ottima posizione di Yarmolenko e Florenzi. Intorno al 20′ gli ucraini iniziano finalmente a prendere la mira, con Donnarumma (quello che prende 6 milioni all’anno, non il fratello bravo) che devia in angolo due botte da fuori. La curva ospite, tra l’altro unico settore pieno del Bentegodi, crede all’impresa. I cinque centrocampisti gialloblu non fanno vedere palla a Verratti e Marchisio, ma la mira è imbarazzante. A fine primo tempo, dopo un altro erroraccio di Yarmolenko, il risultato è ancora 0-0.

Mi piacerebbe raccontare anche i fatti salienti del secondo tempo, peccato che non ce ne siano. Il cronometro scorre dal 45′ al 90′ senza mai interrompersi per un’azione degna di tal nome. Forse l’Ucraina è rimasta a corto di fiato dopo aver spinto parecchio a inizio gara? Forse gli Azzurri si sono assestati e hanno concesso meno spazi? O forse un panciuto e occhialuto e canuto signore ha consegnato una gonfia valigetta al rappresentante della Federcalcio ucraina? I dubbi rimangono ma una cosa è certa: l’Italia sarà al Mondiale di Russia 2018 e Gianpiero Ventura sarà il suo CT – perlomeno su Football Manager.

Italy v Ukraine_ Match Review.png

La missione gufo è dunque fallita. La FIGC non ci avrebbe cagati di striscio anche se Ventura fosse stato silurato, diciamocelo, ma il nostro CV l’avremmo mandato comunque. CV che consiste in due pagine A4 completamente vuote, ma questi sono dettagli insignificati e, insomma, come si suol dire, chiusa una porta si apre un portone – ecco, la saggezza popolare! – perché se l’Italia si è qualificata, altre nazioni sono rimaste a casa, e magari qualche federazione scrausa sarà interessata a un giovane manager italiano che ha avuto il coraggio di allenare il Benevento. Giusto? GIUSTO?

Francesco Panzeri_ Job Security
 In Colombia, dopotutto, non si sta così male, no?

 

 

Annunci

[FM18] Piccoli problemi di cuore

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito, #3 Formiche azzurre e bulldozer tamarri, #4 Come il gol di Brignoli.

———————————————————————————————————–

Dove eravamo rimasti? Nella realtà, al (meraviglioso, epico, trionfale) gol di Brignoli contro il Milan, con ogni probabilità l’unico vero momento di gioia nell’intera stagione del Benevento, data l’immediata ricaduta nel dramma sportivo con le sconfitte contro Udinese, Spal e Genoa. Nel gioco, invece, i campani sono quarti dopo 8 partite, Massimo Coda è il capocannoniere della Serie A e pare che l’uomo stia per mettere piede su Marte. Voci di corridoio suggeriscono che sarà proprio Coda a venire spedito in orbita, ma alla NASA vige il riserbo più assoluto.

Benevento v Crotone_ Analysis Analysis

Speculazioni simili sono l’ultima cosa di cui il nostro bomber ha bisogno, se si pensa al calo di forma legato alla rottura con la sua ultima fiamma, della quale – grazie a Novella2000 – sappiamo finalmente il soave nome: Tamarah. Per far riacquistare serenità a Coda, contro il Crotone diamo fiducia a Kristiano Samuel Armenteros Nunez Mendoza Jansson, a sua volta mogio per i pochi minuti giocati sinora, ma fresco di trionfo nella prestigiosa Falafel Cup.

Dovremmo raccontare di una vittoria facile, grazie a due gol di Armenteros, e di un Crotone che in novanta minuti non tira mai in porta, ma la tracotanza mi porta a voler caricare su Youtube il video con gli highlights della partita e puf, Football Manager si impalla, e nonostante le numerose odi al Signore, si rende necessario il ricorso alla temibile combo Ctrl+Alt+Canc e al riavvio forzato del gioco.

Potete ben immaginare come andrà a finire la seconda simulazione della partita. Armenteros porta comunque in vantaggio gli Stregoni con un poderoso sinistro da fuori area, ma al 90′ (e quando, se no?) il Crotone ruba palla a centrocampo, Trotta butta in area un cross sbilenco, Tumminello di testa prende la traversa, Faraoni è liberissimo per ribadire in rete. L’inchiappettata è improvvisa e dolorosa e irrimediabile.

Benevento v Crotone_ Match Review

Càpitano, beffe del genere. Se FM ti vuole inchiappettare, lo fa, senza preliminari né vaselina. Resta il rammarico di aver tolto Yurchenko per preservarlo in vista del turno infrasettimanale, e di aver dato spazio a uno zozzone del calcio quale Del Pinto (CHI?), visto che proprio da una sua palla persa è nato il pareggio del Crotone. Ma non c’è tempo per rimuginare, visto che la combriccola giallorossa è attesa a Torino, sponda granata.

I nostri eroi sono in debito di ossigeno, ma gli uomini di Mihajlovic, parecchio acciaccati, non sono messi meglio. Aggiungete il diluvio universale che imperversa sullo stadio e non farete fatica a comprendere perché la partita sia a tutti gli effetti orrenda. Tuttavia Yurchenko, bbbellodepapà, ha sempre il piedino bollente, e al 7′ porta in vantaggio i nostri su assist sgamato di Armenteros. Quindici minuti dopo risponde Belotti, tenuto in gioco dagli addominali di Antei, servito dall’insospettabile Acquah. Per il resto, molta acqua, molta foga e pochissimo spettacolo. Yurcholo è ancora una volta man of the match ma pure oggi ci si deve accontentare di un punto.

Torino v Benevento_ Match Pitch
Che stile.

Torino v Benevento_ Match Review-2

Un punto a Torino non fa poi così schifo, a maggior ragione con la squadra ancora affaticata dalla partita precedente. È tuttavia impossibile ignorare le smagliature che stanno via via affiorando sulla carrozzeria un tempo impeccabile della nostra macchina da guerra. La condizione fisica è un grande punto di domanda. I titolari boccheggiano, soprattutto a centrocampo, e non siamo manco a novembre. Non ho nulla contro il turnover, ma ho parecchio contro gli scarsoni che scaldano la panchina ogni domenica. Sulle fasce, Di Chiara e Letizia sono molto propensi alle vaccate estemporanee, mentre Ciciretti e D’Alessandro alternano grandi prestazioni a pomeriggi di nulla cosmico. Poi va be’, c’è Coda, che da quando Tamarah se n’è andata, non è più lui.

Ma per fortuna ci sono i tifosi. Intristiti dai piccoli problemi di cuore del loro beniamino, alcuni dei più sfegatati supporter beneventani hanno organizzato una colletta e assoldato Marikah, navigata professionista del sesso a pagamento. Coda, ringalluzzito dalle di lei attenzioni, hominem novum est. E allora ben venga la visita del Chievo, reduce da tre sconfitte consecutive.

Benevento v Chievo_ Analysis Analysis

Dopo 7′ Lazaar, ributtato nella mischia al posto di D’Alessandro, crossa dal fondo senza troppa convinzione. Ebbene, Coda si insinua e segna. Uno a zero. Mezz’ora dopo Cataldi trotterella col pallone al limite dell’area, finché non s’accorge che Coda – un’altra persona rispetto a solo sette giorni fa! – è libero e smarcato e smanioso di perforare Sorrentino, cosa che puntualmente si verifica. Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per difendere un corner e trasformarlo in un contropiede da urlo: Lazaar si fa 40 metri palla al piede in quella che sembra una landa desolata, più che la metà campo del Chievo, fino a servire Cataldi, uno dei quattro Stregoni soli soletti in area. Al duplice fischio dell’arbitro il Benevento conduce per 3-0 e il presidente Vigorito ha già regalato un abbonamento in tribuna d’onore a Marikah.

Francesco Panzeri_ Inbox-2
L’imbarazzo della scelta

Nella ripresa il Chievo ha un moto d’orgoglio e accorcia le distanze con Birsa, ma subito dopo Ciciretti mette il 4-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La partita si chiude di fatto qui, anche se è doveroso segnalare le espulsioni di Tomovic e Frey, senza dubbio figlie della frustrazione per le quattro pere appena prese, e il nuovo errore dal dischetto di Yurchenko. Il ragazzo ha molte doti ma tra queste non figura il sangue freddo, si può evincere. Ma l’errore è indolore, per fortuna, e la truppa celebra il ritorno alla vittoria con Marikah, la quale concede un vantaggioso sconto comitiva e rilascia scontrino fiscal (cit.)

Benevento v Chievo_ Match Review.png

La sosta di novembre per le nazionali, con lo spareggione mondiale Italia-Ucraina, è ormai alle porte, ma c’è ancora un ostacolo da affrontare prima di mettersi sul trespolo a gufare Ventura, ovvero la Fiorentina. La Viola è una squadra da cui non si sa mai cosa aspettarsi, soprattutto in casa, e pare giusto considerarla un’insidia bella tosta per i nostri eroi. A complicare la situazione c’è un leggero infortunio occorso a Yurchenko, il quale recupera giusto in tempo per la partita ma non è assolutamente in grado di reggere novanta minuti. Considerando che è l’unico elemento di qualità del branco, parte titolare e resterà in campo finché le gambe lo sorreggeranno. A lungo, si spera.

E in fondo, come si fa a non voler bene a Yurcholo? Al 22′ Letizia rimette il pallone in campo con le mani, Memushaj controlla e appoggia all’indietro per il nostro delizioso centrocampista ucraino, il quale, appena fuori area, tira di prima una legnata clamorosa che finisce sotto l’incrocio. Sportiello non ci fa una bellissima figura, ma questo ci interessa fino a un certo punto.

Francesco Panzeri_ Inbox-4

Il resto del primo tempo è sofferenza senza affanno, difesa senza catenaccio. Bene così, dunque. Ma intorno al 55′ Yurchenko finisce la benzina – come previsto, dopotutto – e a malincuore lo sostituisco, sperando di riaverlo al 100% dopo la sosta.

La Fiorentina non aspetta altro. Il nostro Lazaar sa essere pericoloso con la palla tra i piedi, ma in copertura è un disastro. Lo si vede a circa venti metri da Laurini, terzino destro viola, quando quest’ultimo si fa largo in area e crossa per il Cholito Simeone, a sua volta dimenticato da Antei. Appoggio in rete e 1-1 a mezz’ora dalla fine. Un pareggio a Firenze andrebbe benone, ma Nicolas Viola – subentrato a Yurchenko – la pensa diversamente. Su un cross innocuo dalla destra (once again, Lazaar dove sei?), lo sciagurato regista sparacchia via al volo, colpendo in testa il povero Memushaj. La palla schizza verso la porta, Belec se ne accorge solo all’ultimo e smanaccia sulla linea, ma Simeone è il primo a piombare sul pallone vagante – vantaggio Fiorentina.

1nicolasviola2015
Lo sciagurato Viola

I tre punti sembrano essere in cassaforte per i padroni di casa, ma per fortuna anche loro soffrono di amnesie difensive. Dopo una bella trama di passaggi, D’Alessandro (subentrato a uno spento Ciciretti) sprinta sulla destra e mette in mezzo un cross basso e velenoso. Dovrebbe esserci Laurini, pronto a spazzare, ma si dev’essere fermato pure lui al bar invece di coprire, quindi la palla finisce a Lazaar, che di prima fa 2-2. Mancano otto minuti alla fine, modalità catenaccio ON e speriamo che ce la caviamo.

Non ce la caviamo, of course. Al 91′ Gil Dias, baldo giovine in prestito dal Monaco alla Fiorentina, pesca il jolly con un tiro angolato appena dentro l’area. Belec il Bianco non ci arriva, né con la barba né coi guanti. Al 96′ Biraghi si fa cacciare, ma è ormai troppo tardi: il Benevento si ferma a Firenze, dunque, dopo nove risultati utili. Ci può stare, anche se la squadra ha dimostrato di andare nel panico senza il fosforo di Yurchenko, e non so cosa potrebbe accadere in caso di infortunio al nostro gioiellino; in compenso, la classifica dice 5° posto e +15 sulla zona retrocessione. E allora, avanti così.

Fiorentina v Benevento_ Match Review

Serie A_ Overview Profile.png

[FM18] Sei bella come il gol di Brignoli al 95′

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito, #3 Formiche azzurre e bulldozer tamarri 

———————————————————————————————————–

Certo che è ingiusto. Uno si sbatte, fa scouting ossessivo-compulsivo, analizza, valuta e porta il Benevento (fittizio) in zona Europa League. Poi arriva il Brignoli di turno e segna di testa al 95° contro il Milan per il primo punto del Benevento (reale) in Serie A e allora uno si domanda che senso abbia andare avanti, perché nemmeno un’improbabile vittoria dello scudetto potrà mai competere con l’epicità di un portiere che fa gol all’ultimo minuto, figurarsi quando è il portiere di una squadra che era diventata la barzelletta del calcio europeo.

Ma invece di mangiarsi il fegato, meglio godersi il momento. Ho guardato il video del gol in loop, per ore, senza riuscire a smettere. Ormai l’ho imparato a memoria. Abate che corre dove non dovrebbe, facendo la figura del pirla; Donnarumma che non ha la forza morale, più che i riflessi, per tuffarsi; il caro Chibsah, in modalità predatore d’area, troppo lontano dalla sfera per toccarla – e menomale, altrimenti sarebbe stato fuorigioco, e i compagni l’avrebbero crocefisso a testa in giù nel cerchio di centrocampo. E poi l’esultanza di Brignoli, i panchinari che corrono verso di lui, lo affossano e gli incrinano giusto quelle tre o quattro costole, nell’entusiasmo generale.

Che bello.

È quasi un peccato lasciare la realtà e tornare alla fantasia. Su FM Brignoli non ha segnato alcun gol, visto che non c’è stato quasi mai bisogno di assalti disperati a fine partita. E anche perché è seduto in panchina da inizio stagione.

In compenso le Streghe sono quinte in classifica dopo 8 giornate. Il morale della truppa è alle stelle. Per celebrare il 4-2 al Milan, Ciciretti si è tatuato Bonucci in stile Urlo di Munch su uno dei pochi brandelli di pelle ancora vergini. Il bomber Coda, invece, si è comprato una Nissan Qashqai – niente Porsche, lo stipendio è quello che è – e l’ha fatta riverniciare d’oro. Così, tanto per fare. Il prossimo avversario è il Napoli, il temibile Napoli di Sarri, con il tridente Insigne-Mertens-Callejon, ma i nostri eroi giallorossi non temono più niente e nessuno.

Benevento v Napoli_ Analysis Analysis.png

Il primo tempo è piuttosto avaro di emozioni. In compenso abbondano gli insulti in dialetto campano tra le tifoserie. Tra un kitammuort e l’altro, giusto al 45′ si insinua il sempre insidioso Ciciretti. Il Gordito pennella una punizione nel mucchio, il colpevolmente solo Costa incorna in rete – Reina può farci ben poco, uno a zero Benevento, tutti a bere un tè caldo (o più probabilmente una Red Bull, ma non diciamolo a Caressa).

Poco dopo l’inizio del secondo tempo, Coda ha la palla buona per raddoppiare, ma è palese che il capocannoniere della Serie A abbia la testa altrove – tra le tette della tipa paparazzata a bordo del suo Qashqai dorato, per esempio. La conclusione finisce sull’esterno della rete. Al 73′ è Mertens ad avere l’occasione d’oro per pareggiare, quando viene pescato solo davanti a Belec, ma Antei gli sussurra all’orecchio parole sconce sul conto della nuova ragazza di Coda, e l’attaccante belga tira una ciabattata immonda che rotola lemme lemme sul fondo. Il Napoli ha ancora qualche guizzo d’orgoglio, ma Belec è in versione “You Shall Not Pass!” e il risultato finale al Ciro Vigorito è 1-0. Il sogno continua.

Francesco Panzeri_  Inbox.png
Antei premiato Man of the Match per i suoi sussurri a luci rosse

Con l’arrivo di ottobre giunge il momento di smettere per un attimo i panni del mister del Benevento e indossare quelli dell’avvoltoio – andiamo a vedere cosa combina la Nazionale di Ventura negli ultimi due incontri del girone di qualificazione per i Mondiali di Russia.

Nel gioco il penultimo ostacolo è il Lichtenstein fuori casa. La partita si svolge sotto un discreto diluvio, dettaglio che storicamente – come insegna il gol di Calori nel pantano di Perugia, anno domini 2000 – è favorevole anzichenò ai colpi di scena. Tuttavia, per quanto stoica si dimostri la resistenza lichtensteinese, l’Italia riesce a prendersi i tre punti grazie a un rigore di Giovinco e a un raid di Zappacosta (!) su corner di Insigne. In tribuna prendiamo del gran freddo, ma perlomeno scambiamo quattro chiacchiere con nientepopodimeno che José Mourinho – in tribuna per osservare Chiellini, secondo la stampa, ma in realtà intenzionato a discutere a quattr’occhi il possibile acquisto di Ciciretti. “No way, José” gli rispondo, ma il portoghese è un cane rognoso, non mollerà facilmente l’osso.

Francesco Panzeri_ Inbox-3

L’Italia è certa dei playoff, ma potrebbe riuscire a evitarli e qualificarsi direttamente per il Mondiale con una vittoria netta sulla Spagna nell’ultima partita di qualificazione, all’Allianz Stadium di Torino. Il Ventura virtuale si rivela più saggio di quello in carne e ossa, visto che l’Italia si schiera con un 5-3-2 piuttosto coperto per tamponare lo strapotere tikitakoso degli spagnoli. È anche vero che l’Italia di un pareggio non se ne fa nulla, e infatti nella ripresa – dopo 45 minuti mosci – Insigne prende il posto di Bonucci e si passa al 4-2-4. La mossa sembra pagare, quando a 20′ dalla fine Giovinco segna su sponda di Immobile, ma un minuto dopo Diego Costa pareggia. La qualificazione diretta azzurra svanisce col passare dei minuti, anche se perlomeno il pareggio si trasforma in vittoria grazie a un rigore guadagnato e trasformato ancora da Giovinco.

La differenza reti condanna l’Italia ai playoff, dove l’avversario sarà gialloblu, come nella realtà: gli Azzurri affronteranno l’Ucraina di Shevchenko per guadagnarsi il posto in Russia. Intanto, i media descrivono la posizione di Ventura come “molto incerta”. La missione avvoltoio è ben avviata.

Italy v Spain_ Match Updates

https://i.ytimg.com/vi/YKUOB8MN4Kc/hqdefault.jpg

Con i playoff previsti a metà novembre, a metà ottobre il campionato riparte e il Benevento è atteso a Marassi per la sempre ostica sfida con il Genoa. I rossoblu hanno raccolto solo tre punti in sette partite, e la panchina di Juric comincia già a traballare, proprio come nella realtà. Tutavia nella stampa sportiva a tenere banco è il caso Coda. Il nostro bomber è disperato, dopo aver visto la sua fiamma scendere dal Qashqai dorato e optare per la Lamborghini di Dries Mertens. Resta il fatto che, data la pochezza complessiva del reparto d’attacco, nessuno è al momento in grado di soffiargli il posto da titolare.

Pronti, via e Zukanovic sfiora il gol su punizione. Poco dopo Rodriguez (Cecilia, presumo) trova Bertolacci solo in mezzo all’area, ma Belec – a cui sta spuntando una tanto curiosa quanto folta barba bianca – nega due volte il gol al centrocampista ex Milan. È un assedio, la difesa delle Streghe balla parecchio, ma il primo tempo si chiude senza gol. Anche perché Coda è un ectoplasma che vaga per il campo con la sicumera di Mirtilla Malcontenta.

Al 65′, un déjà-vu: calcio d’angolo di Yurchenko, Costa è solo soletto e di testa batte Perin. Benevento immeritatamente in vantaggio, ma va benissimo così. Il Genoa si butta in avanti alla ricerca del pareggio, offrendo così generosi spazi per il contropiede giallorosso. Peccato che Coda sia la fotocopia sbiadita dell’autore della tripletta contro il Milan di qualche settimana fa. Anche Cataldi si fa ipnotizzare da Perin, e allora sugli scudi deve salire ancora Belec il Bianco, miracoloso su Briek e Taarabt. Alla fine della fiera il risultato è ancora 1-0. Dalle scintille di Zemanlandia siamo passati all’inarrestabile pragmatismo della Juve di Capello, ma il risultato non è cambiato.

Ah, già, siamo in zona Champions League.

Francesco Panzeri_ Inbox-5

Serie A_ Overview Stages