Brasil 2014 – Stipe la balena (#02)

E così, nel giro di soli novanta minuti, la fiaba brasiliana si è già rovinata. Dall’atmosfera di gioia, entusiasmo e buoni propositi tanto sbandierata negli ultimi giorni siamo tornati alla dura realtà del calcio contemporaneo: svarioni arbitrali, risultati falsati, sederi ardenti. Nel complesso la prima giornata di Brasil 2014 ha lasciato un retrogusto amaro in bocca: prima della partita ci sono stati nuovi scontri, e alcuni giornalisti sono rimasti feriti; la cerimonia di apertura, in cui si sono esibiti 660 figuranti, si è rivelata una mezza delusione; nella partita d’esordio il Brasile ha rispettato il pronostico, ma solo grazie agli errori del sig. Nishimura. Ma andiamo con ordine.

Pitbull sempre sobrio
Innanzitutto porgo le mie più sentite scuse per aver bollato come troppo stagionate le natiche dell’arzilla Jennifer Lopez, ieri più in forma che mai (sia lei, sia le natiche). Detto questo, cosa salvare dello show d’apertura? Di certo non le coreografie, in cui per la ventordicesima volta sono stati messi in mostra alcuni elementi – sempre gli stessi – tipici della cultura brasiliana. Abbiamo quindi imparato che la capoeira non compare solo nei video delle canzoni ufficiali dei mondiali in Brasile, ma anche nelle cerimonie d’apertura dei mondiali in Brasile (oltre che, apparentemente a caso, in un celebre picchiaduro della Namco). I tizi della capoeira non hanno mai lavorato così tanto in vita loro come in questi giorni. Ovviamente, nonostante il vestito di J-Lo, non si salva nemmeno la canzone, peraltro dilaniata ieri da un’acustica imbarazzante. E che dire di Pitbull, che ha rinunciato alle sue tradizionali giacche pro-epilessi in favore di una sgargiante maglia giallo canarino infilata nelle braghe, a esaltare il fisico da giocatore di briscola chiamata? Meglio tacere, va’.

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Se una notte d’inverno una balena
Nel 2003 Stipe Pletikosa faceva il portiere, giocava in Croazia e su Championship Manager 03/04 era uno dei giocatori più ambiti del mercato. Undici anni dopo Stipe Pletikosa fa il portiere, gioca in Russia e quando si tuffa sembra un’attempata balena pronta a spiaggiarsi sulla coste delle isole Fær Øer e a porre così fine alla propria misera esistenza. Ieri sera tutta la simpatia di matrice videoludica che nutrivo per il caro Stipe è svanita, poiché è riuscito a lasciar rotolare in rete i tiri non proprio irresistibili di Neymar (quel pallone gonfiato) e Oscar. Ma l’apice della goffaggine l’ha raggiunto in occasione del rigore, l’episodio che ha permesso al Brasile di raddrizzare la gara. Fred sviene in area, Mishimura abbocca come un Magikarp livello 5 e fischia, nell’incredulità generale. Neymar (quel poco di buono) riesce a rendersi ancora più odioso agli occhi del pubblico con una rincorsa tanto ridicola quanto irregolare. Il tiro non è imparabile, anzi: Pletikosa ci mette una manona, ma ha la brillante idea di usare l’altra manona per spedire il pallone in rete. In sintesi: risultato bugiardo, Brasile culone e bestemmiometro già a livelli preoccupanti.

Leoni, canguri e tizi arancioni
E il bestemmiometro raggiungerà livelli ancora più allarmanti nella giornata di oggi, poiché per cause di forza maggiore non potrò assistere né a Camerun – Messico, né soprattutto a Spagna – Olanda, rivincita della finale sudafricana di quattro anni fa. Nel primo caso starò ascoltando un gommoso tredicenne mentre ripete la sua tesina per l’orale di terza media; nel secondo caso starò assistendo a un film sul cui valore nutro un’ampia gamma di pregiudizi (e temo che non sarò smentito). L’obiettivo è ignorare  tv, radio e internet fino a un’eventuale differita. Non ce la farò mai, ma ci provo.
In breve, sulle tre partite odierne: Camerun – Messico vede opporsi due squadre che conosco poco ma che sulla carta dovrebbero equivalersi (1-1); Spagna e Olanda invece mi sono molto più familiari, e dato che la Spagna, un po’ come la musica balcanica, ha rotto i coglioni, dico che anche qui non si va oltre il pareggio (1-1); a mezzanotte, infine, si affrontano Cile e Australia, e qui non dovrebbe esserci storia (2-0).

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7 thoughts on “Brasil 2014 – Stipe la balena (#02)

  1. firesidechats21 13 giugno 2014 / 17:43

    Quindi non ero io ad avere un pessimo ricevitore nelle orecchie, era proprio lo show che faceva cagare!

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    • franciswolves 14 giugno 2014 / 14:34

      Probabilmente un televisore dall’audio scrauso avrebbe migliorato il tutto!

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  2. Elena 14 giugno 2014 / 00:53

    … sbagliato il pronostico! qui in NeversummerLand TUTTO e TUTTI sono arancioni e i festeggiamenti non deludono le aspettative: i tamarri (si, ci sono anche qui e non si smentiscono) girano per le strade strombazzando con il clacson, fastidiose trombette da stadio risuonano nell’aria, ci sono intere vie chiuse al “traffico” dove un marasma arancione si muove scatenato al ritmo di svariati tipi di musica – dalla più tradizionale al trash sfrenato.
    questo è quello che ho visto io tornando in bici dal lavoro stasera. fortuna che vivo in una zona di immigrati a cui sembra importare relativamente dell’oranje vittoria: da casa mia si sentono solo botti in lontananza, posso dormire!😉

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    • franciswolves 14 giugno 2014 / 11:14

      Per fortuna che non ho letto il tuo commento quando mi è arrivata la notifica! Ho visto solo ora la partita e per quanto mi riguarda il mondiale può finire anche qui😀

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  3. zeusstamina 14 giugno 2014 / 15:29

    Meriti sempre tanta considerazione CM eheheheheh.
    Il resto è noia, non quello che scrivi, ma un Brasile che è oggettivamente fortissimo, ma che possiede dei cagoni da chilo dentro. E poi, come puoi giocare con un ex terzino dal fisico della Cosa (ok, Hulk, lo dico chiaro e tondo) e poi pretendere di essere credibile.
    O avere i capelli di Luiz in campo. Anche se è forte, sia chiaro.

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    • franciswolves 14 giugno 2014 / 20:19

      David Luiz pare Telespalla Bob dei Simpson, con quei capelli! E comunque una cappellata a partita la fa sempre.
      Hulk è stato forse il più deludente della squadra, non per niente l’hanno sostituito per primo.. ha mostrato i muscoli ma poco altro.

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